Troppi incidenti, arriva il semaforo per cinghiali

In Valcuvia e nel Luinese uno dei primi progetti italiani per limitare gli incidenti prodotti da ungulati. Nel 2015 in tutta la Provincia i sinistri sono stati 263

Varie

Tra qualche mese nelle scuole guida della Valcuvia e del Luinese ci sarà da studiare un segnale in più: il ”semaforo” per caprioli, cervi e sopratutto cinghiali che popolano le valli del Nord (ma non solo) causando spesso problemi per chi viaggia in auto.

La comunità montana Valli del Verbano posizionerà nella prossima primavera e in sei punti chiave dedicati dagli animali all’attraversamento stradale altrettanti dissuasori per ungulati.

Si tratta di sistemi molto sofisticati che hanno due funzioni: rilevare la presenza dell’animale quando è ancora nel folto della boscaglia ma a poca distanza dalla strada; al contempo serviranno a segnalare la presenza dell’ungulato a chi è alla guida entro un raggio di cinquanta metri dal lato della strada.

Non solo: il cinghiale o altro selvatico verrà invitato a tornare sui suoi passi con un segnale ad ultrasuoni.

Prima del posizionamento dei dissuasori è stata realizzata una mappatura dei punti preferiti dagli animali per “guadare” le strade: comunità montana si è dotata di una cartina tematica dove appaiono, su colori diversi, gli attraversamenti più frequenti e contestualmente il numero degli incidenti stradali che spesso si verificano in ore notturne o serali: si va dal colore giallo nelle zone dove se ne sono verificati fino a 3, al rosso dove se ne contano più di 10.

Gli ultimi dati disponibili, rilevati dalla Provincia di Varese parlano, nel 2015, di un totale di 263 incidenti stradali con selvatici coinvolti, prevalentemente causati da cinghiali, cervi e caprioli (va ricordato che si tratta di un dato sull’intero territorio provinciale).

In base ai rilevamenti d’incidente e agli avvistamenti, questi “scemafori” per automobilisti e animali saranno posizionati nei punti caldi, di grande movimento e passaggio pericoloso: a Gemonio lungo la provinciale 45 fra Gemonio e Azzio in località “Luveditt”; A Cuveglio, lungo la statale 394 in località S.Maria; a Mesenzana, sempre lungo la 394 in zona laghetto; A Germignaga sempre sulla statale nella zona del bivio per Brissago Valtravaglia; a Luino nella zona del Cucco/Voldomino; a Porto Valtravaglia lungo la sp31 in località Ticinallo. Si tratta si colonnine che verranno sistemate a bordo strada.

«Tengo molto alla sicurezza dei cittadini e quindi alla sicurezza stradale. Il progetto nasce per questo: l’animale quando va in strada diventa pericoloso e va fermato prima che sia causa di problemi – spiega l’assessore della Comunità Montana Valli del Verbano Carlo Molinari – . Si tratta del terzo progetto di questo tipo in Italia, uno è stato attivato in Toscana, l’altro in Trentino. I sensori rilevano l’animale a distanza, poi all’avvicinamento con la strada si attiva il dissuasore che diviene avvisatore ottico per i conducenti e acustico per l’animale, che così scapperà nella via opposta a quella di marcia. Il progetto in seconda battuta è importante perché tutela anche la fauna selvatica e si inserisce in una serie di azioni legate al mantenimento dei corridoi ecologici».

Oltre ai semafori saranno infatti posizionati anche i più comuni attraversamenti per anfibi e addirittura in alcuni punti del bosco, affianco alle strade di maggior passaggio, verranno create vere e proprie aree umide per anfibi e piccoli acquitrini artificiali col compito di fermare rane e rospi prima della mattanza sotto le gomme delle auto.

L’assessore Molinari ha poi aggiunto che «il sistema dei dissuasori verrà presentato al pubblico attraverso opere di sensibilizzazione nelle autoscuole della zona».

Il progetto presentato in partenariato con l’istituto OIKOS di Milano sul bando 2015 “Connessioni ecologiche” è stato interamente finanziato da Fondazione Cariplo per 480 mila euro e prevede l’attuazione di parte degli interventi previsti dallo Studio di fattibilità “I corridoi ecologici della Comunità Montana Valli del Verbano-Studio di fattibilità e interventi di tutela della Rete Ecologica” realizzato nell’ambito del progetto finanziato dalla stessa Fondazione nel 2011.

Durante e dopo gli interventi saranno effettuati monitoraggi riguardanti l’efficace funzionamento delle opere realizzate. Vi saranno poi campagne di formazione e sensibilizzazione della comunità locale con filmati, materiale divulgativo, educazione ambientale e organizzazione di eventi.

Andrea Camurani
andrea.camurani@varesenews.it

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Pubblicato il 11 Febbraio 2016
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