“Antonelli lascia Accam? Bene”

I comitati contro l'inceneritore plaudono alla decisione del presidente di Accam di lasciare la società ma si chiedono tornano a chiedere più chiarezza sul futuro della fabbrica dei materiali

inceneritore accam busto arsizio

Non si è fatta attendere la reazione dei comitati che da tempo lottano contro l’inceneritore di Busto Arsizio alla notizia delle dimissioni del presidente di Accam, Roberto Antonelli. Ma se da un lato i militanti plaudono alla decisione, dall’altro si pone l’accento sulle questioni ancora irrisolte per il futuro. Ecco la nota integrale

Il comitato RifiutiZero Busto Arsizio – NoInceneritore apprende con ragionevole soddisfazione la notizia delle dimissioni del presidente Antonelli, in quanto, come lui stesso ha dichiarato, il suo mandato non è più in linea con la volontà dei soci.

Dobbiamo però evidenziare qualche ombra e qualche preoccupante incertezza sulla vicenda:

in quale stato viene lasciata la società? come si affronteranno le spese dei prossimi anni visto che anche questo bilancio chiude in perdita?

La soluzione a nostro avviso è quella che i soci avviino subito il percorso verso la fabbrica dei materiali accelerando il più possibile le tempistiche di progettazione e realizzazione della stessa, soprattutto a tutela di chi oggi lavora nell’azienda e vede il futuro messo a rischio.

Come altri, che seguono da vicino la vicenda, riteniamo la presa di posizione del Comune di Busto Arsizio a non concedere la disponibilità del sito, un errore, specialmente valutando che una fabbrica dei materiali non ha lo stesso impatto ambientale di un inceneritore e può essere paragonata ad una normale attività industriale, come ce ne sono tante altre proprio nella città di Busto Arsizio.

In compenso il sindaco di Busto Arsizio, Gigi Farioli, nella lettera inviata ai soci chiede la riattualizzazione di una convenzione con scadenza al 2025, cosa significa ciò?

Ricordiamo che tale convenzione concede 750.000 euro all’anno al Comune per l’affitto del terreno, ma è legata al vincolo del revamping dell’inceneritore. Ovvero il Comune di Busto Arsizio garantiva la disponibilità del sito per un lungo periodo per favorire la realizzazione del revamping.

Poi gli anni sono passati, le scelte sono cambiate e ora per cambiare strada e affrontare nuovi investimenti è necessario prevedere un sito con disponibilità fino al 2035 (forse oltre). Quindi la scelta migliore per tutti i soci NON può essere la riattualizzare di una convenzione “a termine”, prolungando la lenta agonia dell’impianto, ma quella di trovare una nuova soluzione altrove. Se proprio il terreno non può essere concesso oltre il 2025.

Ciò che non ci è chiaro è la motivazione del comune di Busto a non concedere il sito oltre il tempo suddetto. Con la laconica frase “Busto ha già dato” si caricano sulle spalle dei soci (e quindi dei cittadini del consorzio) costi impiantistici e di progettazione maggiori e la stessa città di Busto vedrà annullato l’introito dell’affitto del terreno e di conseguenza le promesse di riduzione della TARI apparse sui giornali qualche settimana fa a nome dell’amministrazione.

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Pubblicato il 20 Maggio 2015
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