Strada e ciclabile al posto degli alberi? Si (ri)accende lo scontro

Il progetto per via 22 marzo è stato approvato in giunta nel 2014, ora dovrebbe passare alla fase esecutiva. "È uno scempio". Il sindaco: "Progetto descritto a lungo anche in campagna elettorale"

samarate via 22 marzo

A Samarate si mette mano ad una delle strade principali (quella di accesso al nucleo di San Macario) ma l’ipotesi di abbattere 14 tigli lungo il viale solleva le proteste di una parte dell’opposizione e dei cittadini. Il progetto per la realizzazione di una nuova ciclabile e di rinnovo dei marciapiedi sulla via 22 marzo è reso necessario anche dal degrado dell’asfalto legato alle radici degli alberi, problema che emerge spesso sui viali storici (tanto per fare un esempio: a Milano si discute da mesi sugli alberi di viale Mac Mahon, le cui radici mettono a rischio le rotaje del tram). Del progetto si è molto discusso anche su Bacheca Civica Samarate, tra tanti argomenti diversi.

In prima fila contro il progetto c’è il Pd di Samarate, che ha inviato una nota unitaria contro il progetto: «Questi alberi hanno circa 60 anni, chi li ha piantati? perché? I nostri amministratori si saranno posti queste questioni?  Non si può pensare di poter apportare modifiche senza tener conto dell’esistente, ogni nuovo progetto dovrebbe considerare le ragioni storiche dei beni pubblici. L’aspetto del viale dopo queste modifiche verrebbe stravolto». Il Pd parla di un progetto «barbaro» e chiede di valutare soluzioni alternative («ce ne sono, in abbondanza») per far sì che ciclopedonale e tigli possano «coesistere pacificamente».  Il Pd chiede all’amministrazione «di rivalutare con serietà e professionalità il progetto attualmente considerato e considerare valide alternative». «Noi stessi ne presenteremo alcune a nostro avviso molto più rispettose per alberi, città e cittadini».

Il sindaco Leonardo Tarantino nei giorni scorsi ha rivendicato con un lungo post su Facebook il lavoro svolto sul tema, ricordando come il progetto fosse stato valutato a partire dal 2010, approvato nel 2014 e chiedendo rispetto per le discussioni «fatte per 4 anni» e per il «lavoro sin qui fatto». In più ha anche sottolineato la portata per la frazione: «Questo progetto è stato propagandato in campagna elettorale, descrivendolo. Inutile ricordare che ci hanno votato due sanmacaresi su tre». Lo stesso sindaco però ha lasciato intendere che ci sia una disponibilità di massima a ri-discutere del progetto. Che pure è in discussione da anni, ormai.

C’è un altro aspetto: sugli alberi ci sono anche le targhette che riportano i nomi del Caduti della Grande Guerra, altro elemento importante per la comunità. Ragiona anche Eliseo Sanfelice, ex consigliere comunale e animatore di Bacheca Civica Samarate: «Ricordo quando la maestra, da piccoli, ci portò a vedere gli alberi con le targhette dei Caduti, mi è rimasto in mente. Di certo se si fosse parlato del taglio degli alberi me ne sarei accorto, in anni in cui si è discusso della ciclabile e della via».

La Bacheca Civica è diventata uno spazio di discussione molto acceso sulla vicenda, dove è stato lanciato un sondaggio che ha raccolto quasi un centinaio di voti (per ora in grandissima parte contrari al progetto). Tra le voci in prima fila, quella di Emanuela Signorini, che in campagna elettorale aveva proposto le “50 sfumature di verde” per Samarate. Idee verdi per la città che tutti i candidati avevano fatto proprie, ma che poi si scontrano con la realtà. Così Emanuela Signorini è arrivata anche a proporre ai samaratesi di diventare «sentinelle degli alberi», per segnalare l’avvio dei lavori e consentire la mobilitazione.

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 20 Luglio 2015
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