Logistica e infrastrutture la Cina investe a Varese

Una corposa delegazione della provincia di Chongqing ha incontrato i vertici della Camera di Commercio alle Ville Ponti. «Siamo qui per il commercio, la logistica e per fare investimenti»

«Qui mi sento come a casa. Mi hanno colpito la bellezza e la storia di questo territorio. Ci porterò in vacanza la mia famiglia». L’attenzione che Yang Donghui, giovane rappresentante della provincia cinese di Chongqing, riserva ai vertici della Camera di Commercio non è frutto solo delle buone maniere, ma lascia trasparire la volontà di stabilire una relazione di business vero con la provincia di Varese. E la delegazione di cui è a capo Donghui riunisce tutto ciò che serve per iniziare: c’è il banchiere per gli investimenti, la manager della piattaforma dedicata all’e-commerce tra imprese (soprattutto pmi) e il rappresentante dell’area industriale di Xiyong, 30 chilometri quadrati colonizzati da oltre 200 imprese ad alto contenuto tecnologico tra cui l’Hp. Non è un caso che il 40% della produzione mondiale dei computer portatili arrivi proprio dalla provincia di Chongqing.

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Renato Scapolan, presidente della Camera di Commercio, ed Enrico Argentiero di Provex, la società dell’ente camerale per l’internazionalizzazione, hanno illustrato le caratteristiche e le virtù del sistema varesino, l’importanza dei suoi distretti industriali, dalla meccanica all’aerospazio, la sua propensione all’export e all’hi-tech, testimoniata dal corposo saldo positivo della bilancia commerciale (+4 miliardi di euro). Un sistema che può contare inoltre su una posizione geografica strategica, posizionato al centro di una delle regioni europee a più alto valore industriale e al tempo stesso porta di accesso dei prodotti dell’area mediterranea diretti verso nord.

«Guardando alle specializzazioni produttive – ha sottolineato Scapolan – non si può che rimanere colpiti da una forte somiglianza tra Varese e Chongqing: come noi, anche voi avete un’industria fiorente nei settori dell’aerospazio, dell’automotive e dell’elettronica».
«Siamo qui per il commercio, la logistica e per fare investimenti» ha replicato Donghui. Un manager chiarisce subito i termini della questione: «In Cina racchiudono nella parola “commercio” l’insieme dei business relativi a diversi settori».

In effetti la municipalità di Chongqing ha già dato prova di guardare a Varese con un certo interesse. La Swm, marchio storico del motociclismo, grazie a un progetto industriale sostenuto dal gruppo Shineray si è insediata a Cassinetta di Biandronno “resuscitando” un polo produttivo molto importante per il territorio rimasto orfano di Husqvarna.

Dopo l’incontro alle Ville Ponti, la delegazione cinese è andata allo scalo intermodale di Hupac a Busto Arsizio. Tra i vari investimenti in programma ci sono la logistica e le infrastrutture per il trasporto delle merci. Varese potrebbe essere un’altra stazione di arrivo per la ferrovia che collega la Cina all’Europa, un viaggio di 11 mila chilometri che parte proprio da Chongqing e fa tappa in Germania, partner privilegiato degli orientali. «Mi auguro di vedere presto sui quei treni diretti in Cina – ha concluso Scapolan – un vagone pieno di prodotti made in Varese».

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Pubblicato il 07 settembre 2015
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