“Vogliamo una legge che vieti la pubblicità sul gioco d’azzardo”

Angelo Senaldi, parlamentare del Pd, spiega le mosse per arginare il gioco patologico e risponde alle critiche della Lega Nord gallaratese: "Sulla maxi-multa abbiamo fatto la scelta giusta, così abbiamo spinto le società a pagare"

camera de deputati parlamento aula

Nella vertenza con le società del gioco d’azzardo il governo Letta fece «la scelta giusta, cercando il patteggiamento e ottenendo il pagamento». Angelo Senaldi, deputato del Pd, passa all’offensiva dopo l’attacco del segretario della Lega Nord gallaratese Andrea Zibetti, che ha rispolverato la vertenza che dal 2013 oppone Stato e concessionari del gioco d’azzardo, per il apagamento delle tasse sul gioco.

«La Corte dei Conti, che è organo indipendente, stabilì che l’importo dovuto dalle 10 società era non 90 miliardi, ma 2,5» ricorda Senaldi. Che difende la scelta successiva del governo (allora guidato da Enrico Letta) di accettare il patteggiamento proposto per le società concessionarie. «Il governo ha forzato arrivando fino al 30% (si parla di oltre 700 milioni di euro) e chi è andato a patteggiamento ha finito a pagare subito quanto dovuto, forse anche di più rispetto a chi ha scelto di andare in giudizio». Soldi che lo Stato ha già incassato, mentre «le due società che non hanno patteggiato e hanno fatto ricorso in appello hanno ottenuto la sospensiva e quindi ad oggi non hanno pagato niente. È un elemento che rafforza la scelta giusta fatta allora, cercando un patteggiamento».

Senaldi respinge dunque le accuse e anzi contrattacca rispetto al ruolo della Lega Nord: «non possiamo accettare lezioni da chi fece fare un salto di qualità al gioco d’azzardo legale: fu il governo di centrodestra di cui anche la Lega faceva pienamente parte, tra 2003 e 2004, a varare i provvedimenti che fecero fare il boom al gioco d’azzardo».

Al di là di responsabilità passate e della polemica sulla vicenda della (impropriamente detta) maxi-multa alle società concessionarie, Senaldi sottolinea il lavoro che si sta portando avanti con il governo e in Parlamento, non solo da parte del Pd: «Il governo Letta e Renzi hanno già aumentato la tassazione con le Legge di Stabilità 2013 e 2014, ora c’è una proposta di aumentare ancora la tassazione al gioco d’azzardo con la finanziaria 2015».

Accanto alla tassazione – che può rappresentare un’arma a doppio taglio, perchè da un lato colpisce i concessionari, dall’altro aumenta l’interesse economico dello Stato – Senaldi richiama anche l’aspetto di disincentivo diretto all’utenza: «Siamo al lavoro su una proposta di legge, ben definita, che vieta la pubblicità del gioco d’azzardo, così come avviene da decenni per le sigarette: così si riduce il bisogno indotto e si diminuiscono le aspettative di vincite nei potenziali giocatori». Una proposta – sottolinea Senaldi – che è stata sottoscritta dalla maggior parte dei deputati Pd ma anche da parlamentari di Scelta Civica, Popolari per l’Italia e altri.

Di questo si parlava al convegno Pd di luned’ sera a Gallarate. «Il tema della dipendenza da gioco d’azzardo e dell’impatto sulle famiglie – conclude Senaldi – serio, è una emergenza vera, ma occorre affrontarla con consapevolezza e confrontandosi sulle misure concrete da adottare, non con slogan elettorali e polemiche»

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Roberto Morandi
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Pubblicato il 30 Settembre 2015
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