Dal mercato nero ai bisognosi, la storia di 50.000 camicie

L'agenzia delle Dogane ha donato in beneficenza 439 scatoloni pieni di camice finte "made in Italy". Ora andranno ad aiutare le persone bisognose

camicie

Erano state prodotte in Bangladesh, messe in 439 scatoloni e inviate in Italia, pronte per essere vendute. Ma le 52.768 camicie che stavano per entrare in commercio come Made in Italy non finiranno sugli scaffali dei negozi ma andranno ad aiutare le persone in difficoltà.

Le camicie sono state infatti intercettate dall’Agenzia delle Dogane di Varese che indagava su un giro di false dichiarazioni di origine e sono state tutte sequestrate. E se da un lato i veri produttori Made in Italy possono esultare, questa storia avrà anche un altro lieto fine. I capi falsi finiranno dai magazzini dell’agenzia delle dogane a quelli della onlus “Farsi Prossimo”.

La Procura della Repubblica ha infatti autorizzato la donazione di tutta la merce all’organizzazione milanese che si occupa di integrazione, cura e presa in carico di persone in difficoltà.

Tutti gli eventi

di giugno  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Marco Corso
marco.corso@varesenews.it

Cerco di essere sempre dove c’è qualcosa da raccontare o da scoprire. Sostieni VareseNews per essere l’energia che permette di continuare a farlo.

Pubblicato il 26 Ottobre 2015
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.


Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.