I pendolari notturni della “mezzora d’amore”

Un servizio de “Le Iene” riporta alla ribalta il vizietto degli italiani oltre confine, che diventa ossessione col mito del latin lover

Varie

«L’ingresso costa 10 euro, poi ci sono tante belle ragazze», dice. 

L’intervistatore lo interrompe: «Ragazze…sono prostitute», sebbene Enrico Lucci, giornalista televisivo de Le Iene, utilizzi un termine del vernacolo romanesco ben più colorito per descrivere le donne che lavorano in questo locale.

Andrea è di Varese, un volto conosciuto per le sue aderenze al mondo ultras biancorosso.

Nel servizio televisivo andato in onda domenica scorsa (PUOI VEDERLO QUI) si parla di questi “bar” fra Chiasso e Lugano. Ma il “bar” di cui si parla non è un pub qualsiasi bensì un locale dove è possibile comprare sesso a pagamento con giovani e belle prostitute, spesso straniere, molto spesso italiane che si spostano oltre confine per esercitare. Cento euro la prestazione, dieci franchi l’ingresso.

Il varesino intervistato 36 anni, dice di essere un affezionato fruitore dei servizi che qui in Ticino vengono sottoposti a specifiche norme.
La prostituzione di strada non è per nulla diffusa: esistono, come abbiamo più volte raccontato, locali che si appoggiano a “palazzine” attigue: appartamenti dove si consumano gli incontri.

Andrea non legge libri e ama i la “Vita Smeralda” dei film di Jerry Calà fa il paio con Mauri, un bergamasco che – dice il servizio – per avvicinarsi al Canton Ticino ha addirittura cambiato provincia di residenza.

Il copione della serata (anche 5 su sette di un settimana) si consuma su un canovaccio incallito dall’abitudine: ingresso e pagamento dell’entrata, drink, pastiglia azzurra, ragazza che si avvicina e ti tocca, scelta della signora, pagamento della camera, prestazione, bacio.

E tanti saluti. Anche “dopo”: con whatsapp ci scappa a volte qualche messaggio che segue la folle mezzora d’amore – dicono i due giovani con la passione per le donne a pagamento – con qualche frase per tener caldo il cliente, a cui viene venduta l’illusione di un piacere simulato e di un interesse umano che vale quanto la tariffa per 30 minuti.

Non è la prima volta che parliamo di questo tema.
Anni fa andammo in un noto locale alle porte di Lugano per intervistare il titolare (GUARDA IL VIDEO).

Oggi la televisione ripropone questo fenomeno a dire il vero senza troppo spacciarlo per novità: il mestiere del giornalista Lucci gli permette invece di sfruttare in pieno il suo consueto registro a cavallo tra il serio e il faceto per mettere a nudo ciò che inganna questi uomini, convinti di ricevere amore e attenzioni autentiche.

Ma anche questo – anche ai giorni dell’app “gnoccatravel” – forse, non è per niente una novità.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 14 ottobre 2015
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