La pittura della Scuola Lombarda al Castello Sforzesco

Un viaggio tra la collezione tra Quattro e Settecento

Arte - Mostre

Cuore delle esposizioni civiche milanesi è il Castello Sforzesco che ospita oramai ben otto musei, di cui uno dedicato interamente alla sola visione della Pietà Rondanini, l’ultima ed incompiuta opera di Michelangelo. Ai piani alti c’è però la Pinacoteca, la quale pur non essendo gigantesca come ci si aspetterebbe, è davvero notevole per la qualità dei lavori esposti e richiede non meno di 1,30h per essere visitata con cura.

Il percorso è vario ed interessante, spaziando dal Quattrocento al Settecento, con capolavori veramente inestimabili, non solo da parte di autori noti. Quasi tutto il veramente bello di questa pinacoteca, va detto, è di Scuola Lombarda.
Andando però per ordine, tra i maggiormente noti in Pinacoteca spicca certamente il Giampietrino, figura peraltro non ben identificata e ricostruita per via stilistica come uno dei massimi esponenti del Cinquecento milanese ispirato da Leonardo Da Vinci. Non ha firmato nessuna opera il Giampietrino e la sua identità storica è molto discussa, ma al Castello c’è una sua stupenda “Maddalena”, dipinto portato a termine attorno al 1525.

Altro pittore del Primo Cinquecento di scuola milanese ed a diretto contatto con Da Vinci, molto meno noto ma bravissimo, non solo per la presenza della sua “Salomè” nella collezione della National Gallery a Londra, è Cesare da Sesto (1477-1523), laddove ‘Sesto’ potrebbe facilmente essere Sesto Calende. Al Castello Cesare si distingue subito per uno dei suoi ultimi lavori, il bellissimo “Il polittico di San Rocco” (1523).
Coevo, sempre in area milanese, c’è Marco da Oggiono e la sua notevole “Madonna col Bambino”, mentre molto meno bello, ma dobbiamo citarlo per forza, del primo Cinquecento varesino c’è il “Polittico di Bosto” (1517) di Francesco de’Tatti; il meglio di Varese è tuttavia in un’altra sala ad attendere.

Di un pittore cremonese c’è un “Ritratto di bambina” della seconda metà del Cinquecento, che se non ricordo male devo aver visto di recente in prestito in un museo svizzero.
Da Bergamo c’è il Settecento di Vittore Ghislandi, detto Fra’Galgario (1655-1743), con un bel “Ritratto di Frate” del 1732.

Verso la fine c’è il cuore dell’esposizione costituito dalla sezione di pittura barocca, dove le scuole lombarda e piemontese si intrecciano e danno vita ad una sequenza straordinaria soprattutto con la pittura di matrice milanese e varesina. Il Morazzone (1573-1626) qui esprime tutta la potenza teatrale nel suo “San Rocco” del primo decennio del Seicento, dimostrando di essere tutt’altro che un artista minore, come può essere letto in esposizioni di minor rilievo e peggio conservate. Giulio Cesare Procaccini (1574-1625) dà il meglio di sé con una “Sacra Famiglia” ed un “San Sebastiano”, ma anche i piemontesi non scherzano con l’alessandrino naturalizzato romano Giuseppe Vermiglio ed Il Moncalvo che espongono nella stessa sezione, assieme al milanese doc Francesco Cairo.

Maestro dei maestri al Castello c’è infine un autore che non ci si aspetta tra i grandi; ed invece il milanese di origine cremonese Carlo Francesco Nuvolone (1609,1662) con l’enorme tenerezza espressa dalla sequenza ravvicinata dei suoi tre dipinti “San Giuseppe”, “Sant’Antonio” e “Madonna col Bambino”, si pone tra i più grandi artisti lombardi di sempre.

 

Pinacoteca del Castello Sforzesco
Piazza Castello – Milano
Orari: da martedì a domenica, dalle 9.00 alle 17.30.
Telefono biglietteria: Tel. 02 88463703
www.milanocastello.it

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Via Confalonieri, 5 - Castronno

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Pubblicato il 09 Ottobre 2015
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