La Valcuvia ricorda Carlo Maragni e il battaglione Monrosa

A Cassano Valcuvia presentato il libro di Riccardo Prando “Varese e la Grande Guerra – Storia e Immagini di vivo patriottismo “

centenario grande guerra

La commemorazione del centenario della Prima Guerra Mondiale ha visto in prima linea – sia consentito il gioco di parole – un Borgo della Valcuvia, che ha saputo presentare al Bando della Regione Lombardia, istituito allo scopo, un progetto talmente valido da collocarsi ai primissimi posti su oltre cento proposte derivanti da paesi e cittadine di dimensioni molto più significative, consentendo non solo di svilupparlo nella sua interezza, ma anche di suscitare un vastissimo interesse in tutta la valle e oltre.

La conclusione non poteva che essere concepita attraverso una primizia in assoluto, voluta fermamente dal vulcanico sindaco Carlo Magrini e dalla scrittrice Annalina Molteni, che hanno goduto della fattiva collaborazione, oltre che dei nipoti Carolina e Carlo Maragni, custodi attenti del prezioso manoscritto, degli attivissimi Maria Chiara Bossi ed Enrico Semeraro.

La sera del 24 ottobre, presso la Mostra “Ricerca Storica” – Mostra che sarà itinerante anche a Masciago Primo dal 1 al 15 novembre 2015 – nella minuscola, ma accogliente sala predisposta all’interno di una degli ambienti espositivi, ha preso avvio la presentazione, condotta da Riccardo Prando, capace di affascinare e coinvolgere il numeroso pubblico presente, coadiuvato nella lettura di alcuni brani altamente emozionali del Memoriale, da Annalina Molteni.

La sobria descrizione del Tenente, poi Capitano, Maragni da parte di Prando riesce a far emergere la figura dell’uomo, capace di slanci poetici pur nella drammatica prosa asservita alla narrazione di momenti bellici che, sebbene simili ad infiniti altri accaduti in quei quattro terribili anni, posseggono una dote innegabile: trasformare l’avvenimento lontano in una realtà percepibile, quasi tangibile da chi ascolta, dalle battaglie alla baionetta, agli stenti, alle trincee immerse nel fango e circondate dal freddo.

Il 24 ottobre del 1916 iniziò a nevicare fitto, fitto, fu uno degli inverni più rigidi, tanto che la neve raggiunse i cinque metri d’altezza, e il Battaglione Alpini Monrosa di Maragni fu costretto ad affrontare un altro forse più temibile nemico: l’inclemenza atmosferica che riuscì a provocare molti decessi per le inevitabili malattie che colpivano gli elementi più deboli e per le continue, incombenti valanghe.

Ma ciò che del Memoriale ha colpito maggiormente gli astanti è stata l’incredibile forza d’animo del narratore a fronte della disfatta di Caporetto, il suo saper porre l’accento sul morale alto degli uomini del suo battaglione, malgrado il fantasma della sconfitta sembrasse ormai accompagnare il loro cammino. Questo ritorno ciclico sul morale della truppa, sta a significare quanto fosse sentito nel Corpo degli Alpini il senso della Patria e, forse, può spiegare la capacità dell’esercito italiano di resistere sul Piave e alla fine conseguire quella vittoria che pareva una chimera irraggiungibile.

Le parole del sindaco Magrini, presentatosi con un suggestivo cappello d’alpino, che ha ricordato le manifestazioni succedutesi in questi mesi, fra cui il percorso locale della Linea Cadorna, la presentazione del libro di Riccardo Prando “Varese e la Grande Guerra – Storia e Immagini di vivo patriottismo “ e il concorso di scrittura creativa “1915-1918: una lettera da casa” tenuto da Annalina Molteni con la collaborazione dei professori di lettere della Scuola Bernardino Luini di Luino, la cui premiazione dei migliori elaborati degli alunni è stata tenuta nel teatro di Cassano Valcuvia, hanno suggellato brillantemente una giornata satura di cultura.

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Pubblicato il 29 Ottobre 2015
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