“Amami o ti annego”, arrestato marito violento
La donna, dopo anni di soprusi, ha trovato la forza di denunciare l'uomo dal quale voleva separarsi solo dopo l'ultimo pestaggio e la minaccia di annegarla nella vasca da bagno

Ha sopportato insulti, minacce e botte per cinque anni, un’escalation che era diventata insopportabile fino a quando lo scorso 9 dicembre ha visto la morte con gli occhi, gliel’ha fatta vedere il marito dal quale voleva separarsi in una vasca piena d’acqua dove ha minacciato di annegarla.
Gli agenti della squadra investigativa del Commissariato della Polizia di Stato di Busto Arsizio hanno messo fine a tutto questo, eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP di Busto Arsizio Patrizia Nobile. Gli uomini di via Candiani hanno arrestato un italiano di 55 anni residente in un comune della zona per maltrattamenti e violenza privata ai danni della moglie.
La vicenda è emersa quando la donna, verso la fine dello scorso mese di novembre, è dovuta ricorrere alle cure dell’ospedale di Busto Arsizio dopo aver subito un’aggressione da parte del marito, che le aveva procurato contusioni in varie parti del corpo. Poiché tra le lesioni vi era il segno di un tentativo di strangolamento, la vittima, approcciata da personale del Commissariato, si è decisa a sporgere denuncia raccontando che il marito l’aveva chiusa in casa a chiave, le aveva tolto il cellulare per impedirle di chiedere aiuto, trascinata per i capelli attraverso le stanze dell’appartamento tanto da strapparle diverse ciocche, colpita con pugni e calci e condotta fino al bagno, dove aveva mostrato di volerla annegare nella vasca riempita d’acqua.
La donna, che era riuscita a sottrarsi alla furia del marito solo acconsentendo a giurargli il proprio amore, aggiungeva che quell’episodio era solo l’ultimo di una serie di offese, minacce, umiliazioni, danneggiamenti e percosse iniziati circa 5 anni fa e intensificatisi ultimamente a seguito della sua volontà di separarsi e di non avere con il coniuge rapporti sessuali.
Immediata è stata la trasmissione di un’informativa di reato dal Commissariato alla Procura della Repubblica di Busto Arsizio che, attraverso il sostituto procuratore Francesca Gentilini, ha richiesto al giudice per le indagini preliminari l’emissione della misura restrittiva. L’uomo è stato arrestato subito dopo essere stato dimesso dall’ospedale, dove si era fatto ricoverare su sua richiesta per una presunta malattia psichica non riscontrata, e condotto in carcere. Un ultimo disperato tentativo di sottrarsi alla giustizia.
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