Moretti: “Un traguardo meritato”
L'allenatore biancorosso soddisfatto del passaggio del turno "non così scontato". Poi avvisa: "L'incertezza del mercato mina la serenità dei giocatori".
Dopo aver incassato i complimenti del tecnico ospite Bosnic, dispiaciuto giustamente di non aver avuto a disposizione Bizaca per infortunio, Paolo Moretti sorride nel festeggiare il primo (piccolo) obiettivo stagionale alla guida di Varese. Un passaggio del turno che si è rivelato meno scontato del previsto anche per via dei continui problemi interni alla squadra.
«Siamo contenti di questo risultato che nelle scorse settimane era diventato un obiettivo da guadagnare e meritare: credetemi, abbiamo dovuto gesture due mesi complessi fatti di tante partite, della necessità di far riposare qualche giocatore, fatti di gestione di carichi di lavoro per gli acciaccati e via dicendo. Ce l’abbiamo fatta anche dando spazio a chi in campionato è meno utilizzato e proprio oggi Molinaro e Ferrero sono stati molto importanti a livello individuale. Siamo orgogliosi del risultato raggiunto anche perché abbiamo trovato tre avversarie serie e la partita di oggi lo ha ulteriormente dimostrato. La coppa era un laboratorio che ci ha dato fiducia e ha permesso anche a chi veniva da infortuni di rientrare in partita».
Parlando del match, Moretti spiega: «Volevamo mettere pressione sul perimetro lasciando un solo uomo d’area: i ragazzi hanno seguito le indicazioni nella prima metà ma nonostante ciò i Kings abbiano tenuto percentuali alte, segnando anche con tiri difficili. Quindi siamo rientrati negli spogliatoi in parità, ma la mia sensazione era che loro fossero al limite: dopo l’intervallo ci siamo sciolti e alla fine abbiamo raggiunto una vittoria meritata».
Infine, doveroso un accenno alla situazione di Ukic: «Non solo alla sua, per la verità: intanto noi ragioniamo come se lui andasse via per prepararci a ogni evenienza, ma il problema è che fino al 23 dicembre saremo instabili. E vi garantisco che questa atmosfera di “porte girevoli” è il nostro vero problema attuale perché mina la tranquillità dei giocatori. Così è più facile che nascano partite storte come Brindisi o Trento che non gare migliori come quella di oggi».
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