“Il liceo è una scuola aperta a tutti. Ma non è per tutti”

Nel dibattito sul ruolo della scuola nella crescita personale e professionale dello studente, interviene il dirigente del liceo che chiarisce il modello educativo che propongono

studenti scuola ingresso prima

Dal 2012 dirigo il Liceo Ferraris. Di questo liceo sono anche alumnus e sono stato genitore di alunna e certamente so bene che tipo di impegno richiedeva (e richiede) e che tipo di preparazione garantisce.

La lettera dei tre ex alunni pubblicata il 19 gennaio da Varese News veramente mi dispiace: manifesta un disagio vissuto e anche un risentimento nei nostri confronti ma sviluppa anche una serie di luoghi comuni che, conditi da una buona dose di folclore, alimentano da tempo una leggenda metropolitana.

A smentirli sono innanzitutto i dati: durante lo scorso anno scolastico, dei nostri 1072 alunni solo 27 hanno cambiato scuola e di questi 16 (su 240) frequentavano la classe prima mentre 4 studenti si sono trasferiti da noi da altre scuole: usare quindi la parola esodo è del tutto fuori luogo per un fenomeno che ha una dimensione fisiologica, specie se paragonato a quello di altri istituti. E non è certo con piacere che abbiamo riorientato questi 16 alunni verso indirizzi di studio a loro più adatti ma nella convinzione di rispondere al loro diritto di frequentare la scuola giusta.

Inoltre sempre i dati smentiscono la presunta esagerata selezione: sempre alla fine dello scorso anno scolastico sono stati scrutinati 854 alunni dalla prima alla quarta e di questi solo 49 (circa il 5%) non sono stati ammessi alla classe successiva; gli allievi di quinta sono stati tutti ammessi e tutti hanno superato l’Esame di Stato (con 11 cento e un cento e lode!).

Certo, diciamolo una buona volta: il liceo è una scuola aperta A TUTTI, ma non è PER TUTTI.

Richiede attitudini per le discipline di indirizzo, sincero interesse per le diverse espressioni della cultura, amore per lo studio, capacità di fare fatica nel lavoro intellettuale. Del resto, anche per gli istituti tecnici e professionali che ben conosco sono richiesti prerequisiti specifici: amore per la realtà e i suoi aspetti tecnici perché anche la manualità è una cosa seria e richiede certamente grande intelligenza pratica coniugata con una preparazione teorica.

Quella “scrematura” di cui si parla nella lettera non avrebbe ragion d’essere se, all’atto della scelta, ragazzi e famiglie si interrogassero su questi aspetti e tenessero in debito conto i consigli orientativi degli insegnanti delle scuole medie. In mancanza di motivazioni e attitudini il percorso diventa faticoso: si può nuotare controcorrente, ma è difficile. Volonterosi e volonterose ci riescono ma a prezzo di grande fatica.

Quanto poi a “critiche pesanti” e “umiliazioni” bisogna intendersi: nessuno qui costringe gli alunni a mettersi il cappello da asino e a stare in piedi dietro la lavagna (oggi interattiva e appesa al muro…). I docenti del Ferraris sanno richiamare l’alunno rispettando la sua dignità di persona, tutti sappiamo distinguere un insuccesso dal fallimento. Certo oggi siamo tutti più suscettibili: davanti ad un “purtroppo non hai capito nulla” sul foglio lasciato in bianco, a volte scattano reazioni impensabili e i docenti devono tenere conto della diversa sensibilità che caratterizza oggi i giovani.

Io comunque vigilo e, se dovessi avere prova di comportamenti scorretti o offensivi da parte dei docenti, interverrei nell’ambito delle mie prerogative. La mia porta è veramente sempre aperta agli studenti: perché i tre firmatari non mi hanno mai detto nulla? Al Ferraris esiste anche uno sportello di counseling psicologico gestito da un professionista esterno al mondo dei docenti, dove poter trovare un competente supporto ai disagi vissuti: ne hanno mai fatto uso?

A riprova poi del fatto che il linguaggio da loro utilizzato è veramente fuori luogo ed iperbolico è il richiamo a miei provvedimenti definiti a “pugno duro”: vietare il fumo negli spazi esterni e indicare le uscite per evitare il sovraffollamento per me è fare rispettare la legge e salvaguardare gli alunni,per il trio sarebbe usare il pugno di ferro!

I nostri ragazzi meritano senza dubbio correttezza, guida e supporto, tutto il riconoscimento e le gratificazioni possibili, ma devono imparare che nella scuola e nella vita non si ottiene tutto e subito. Spesso bisogna saper tenere duro, oggi più di ieri, perché l’accesso all’università è selettivo, il mondo del lavoro spesso impietoso. Al Liceo Ferraris nutriamo aspirazioni legittime, alimentiamo speranze, ma non facili illusioni. Insegniamo a giocare corretto, a fare fatica senza paura, a diventare giovani donne e giovani uomini capaci di conciliare la propria soddisfazione con il bene comune. I risultati sono incoraggianti e non parlo solo dei dati della Fondazione Agnelli che ci presentano come il liceo scientifico migliore della provincia (e zone limitrofe) per i risultati conseguiti dagli alunni al primo anno di università: penso ai molti studenti che, di sabato o prima delle vacanze, vengono a trovare i loro prof. per raccontare di sé, delle loro esperienze, dei loro successi, per tenere vivo, spesso molti anni dopo il diploma, un rapporto evidentemente gratificante tanto da proporsi per incontrare le classi e raccontare dei loro successi nello studio e nella vita.

Penso alle decine di studenti impegnati liberamente nelle attività della scuola come i rappresentanti nel Consiglio d’istituto e nella Consulta provinciale, i ragazzi del coro e del teatro, la redazione del Galileo, il gruppo di supporto alle giornate dell’orientamento: ragazzi che hanno scelto di mettere la loro intelligenza e competenza al servizio di un liceo che vivono come la loro casa comune.

A conferma della replica che Vi è pervenuta e dei tanti interventi di stima verso il Ferraris che vedo su vari social da parte di ex allievi (di recente diploma, quindi di certo non ancora presi dalla nostalgia dei bei tempi passati) chiudo con le parole di un ricercatore dell’Agenzia aerospaziale tedesca: “se faccio il lavoro che sognavo da bambino è anche grazie all’ottima base che il Liceo Ferraris mi ha dato. Una delle cose che ricordo con piacere del liceo è la grande scelta di progetti/workshop esperienze extra curriculari che mi permettevano di soddisfare la mia curiosità. Le scrivo per informarla che il DLR organizza una web-conference in inglese di 90 minuti il 23 febbraio prossimo per ragazzi delle classi quarte e quinte. Il tema della conferenza è l’organizzazione e le sfide affrontate dalla missione Rosetta, famosa per essere stata la prima a far atterrare una sonda su una cometa per analizzarne le composizione. E ́un’opportunità unica per incontrare (virtualmente) gli scienziati e i ricercatori che hanno reso questo traguardo possibile”.

E ovviamente ci siamo iscritti, alcuni studenti hanno realizzato un video sul tema “Research connects”, l’hanno inviato in Germania e ora attendono di partecipare a un evento scientifico di rilievo internazionale.

Perché questo è il Ferraris.

Giuseppe Carcano Dirigente Scolastico
Liceo Scientifico Statale Galileo Ferraris

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Pubblicato il 22 gennaio 2016
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Commenti

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  1. Scritto da Restefun

    Il signor Carcano ha in buona fede difeso il suo istituto portando all’ attenzione dei lettori i numeri che certificano la validità didattica della scuola. Le considerazioni di carattere umano e relazionale sono del tutto fuori luogo e rivelano una mancata conoscenza dei reali disagi degli studenti (l’assenza di cui si parla nella lettera..), oltre che una scarsa capacità di analisi e autocritica. Parlando di dignità della persona e rispetto del lavoro, di fallimento e successo,rivela la sua ingenuità.

    1. Scritto da Felice

      Non è che tutti nascono con l’attitudine allo studio. Non vedo perché non si riesce ad ammettere che ogni tanto esistono anche le capre che andrebbero quanto prima indirizzate ai lavori manuali e di mestiere. Magari ne trarrebbero maggior beneficio e non creerebbero l’ennesima situazione di scuola-parcheggio in attesa della laurea che tanto a danno a tutti.

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