Tassa d’imbarco, contributi dimezzati ai comuni
Tagliati del 47% i trasferimenti delle tasse di imbarco dei comuni che per Malpensa scendono sotto quota 300.000 euro. E nel 2016 la tassa aumenta di 2,5 euro
Più che una sforbiciata è una vera e propria mazzata. Rispetto al 2014 i contributi che riceveranno i comuni che ospitano sul proprio territorio un aeroporto, Malpensa inclusa, nel 2015 hanno subito un taglio del 47,3%.
Il Ministero degli Interni ha infatti diffuso la tabella della cosiddetta “addizionale comunale sui diritti d’imbarco” che, nel complesso, scende dai 4,1 milioni del 2014 ai 2,2 per l’anno appena concluso. Ora il timore è che i bilanci di molte amministrazioni possano non reggere il colpo.
Un taglio lineare che ha coinvolto anche tutti i comuni dell’area di Malpensa. Cardano al Campo, Casorate Sempione, Ferno, Lonate Pozzolo, Somma Lombardo e Vizzola Ticino vedono infatti scendere drasticamente il loro contributo: da oltre mezzo milione di euro del 2014 a meno di 300.000 euro per lo scorso anno. Nella tabella il dettaglio comune per comune (clicca qui per vedere meglio i dati).

La tassa di imbarco è un contributo che viene pagato da ogni passeggero quando acquista un biglietto e viene versato dall’aeroporto al ministero che poi a sua volta lo riversa al territorio. Almeno in teoria. Perché nella realtà la tassa di imbarco finisce solo in una minima parte ai territori. L’anno scorso lo Stato ha incassato più di 17 milioni da questo capitolo ma ai comuni sono state destinate poche briciole: 2,2 milioni, appunto.
E il 2016 ha portato in dote un aumento della tassa che cresce da 6,5 euro a 9. Un balzello da 2,5 euro per ogni biglietto che però non è destinato ai contributi per i comuni. Il rincaro, invece, finanzierà un fondo speciale nato nel 2004 per volere del governo Berlusconi che garantisce gli ammortizzatori sociali aggiuntivi ai lavoratori del trasporto aereo; un fondo meglio noto come “Salva-Alitalia”.
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