Giorgio, il mugnaio viggiutese che innova tornando alla pietra

Quello che ha fatto Giorgio Galli è, nel suo piccolo, una grande scelta imprenditoriale di chi non si arrende alla crisi e per tornare a lavorare decide di puntare sulla qualità della propria produzione di farine e polente

La morte del padre Gaetano, avvenuta nel 2014, ha fatto vacillare il mugnaio viggiutese Giorgio Galli che si è trovato di fronte alla prospettiva di dover chiudere il vecchio molino di viale Varese a Baraggia di Viggiù perché impossibilitato a gestirlo da solo.

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Il Molino Galli di Viggiù torna alla pietra 4 di 10

La voglia di continuare quel lavoro tramandato di generazione in generazione, una bella dose di coraggio e tanta speranza lo hanno però convinto a continuare e, soprattutto, ad investire per innovare la propria produzione.

E così il signor Galli dallo scorso autunno ha stravolto completamente tutto l’assetto produttivo del suo mulino industriale attraverso un’innovazione che, paradossalmente, lo ha riportato indietro di cento anni alla scoperta di un sapore antico prodotto attraverso le macine in pietra.

Il Molino Galli è passato dal essere una tradizionale azienda industriale per la macina della farina ad un mulino a macina di pietra, che impiega una selezione molto particolare di grano e che offre una quantità sterminata di tipi di farina diversi e polente per ogni palato e tradizione.Molino galli Viggiù Giorgio Galli

Quello che ha fatto Giorgio Galli è, nel suo piccolo, una grande scelta imprenditoriale di chi non si arrende alla crisi e per tornare a lavorare decide di puntare sulla qualità della propria produzione, individuando una fetta di mercato che di queste farine particolari ha bisogno, appunto, come il pane.

Avevamo incontrato Giorgio Galli durante l’ultimo passaggio del 141Tour di Varesenews a Viggiù, la scorsa estate, e allora era alle prese con l’inizio di questa nuova avventura. Ora, dismesso il vecchio impianto produttivo, Galli è quasi pronto ad avviare le nuove macine in pietra e ad arricchire ulteriormente il suo piccolo punto vendita di prodotti di qualità e, soprattutto, a ridare una speranza di futuro alla sua attività di mugnaio.

Molino galli Viggiù
La Macina in pietra

Del resto il nome dei Galli come mugnai si perde nella notte dei tempi, addirittura al 1600. Di quel che è stato ricostruito con certezza si ricorda che fu il bisnonno del signor Giorgio, Eugenio Galli di Malnate, figlio di Giuseppe a sua volta mugnaio, a cominciare una nuova attività non più in affitto che lasciò nel 1922 ai figli Gaetano e Giorgio, poi al nipote Gaetano, ed infine al signor Giorgio.

Oggi, per questa famiglia, ha inizio un capitolo nuovo che riparte dalla tradizione, con le macine del bisnonno Eugenio, ma con un rinnovato spirito imprenditoriale fortemente innovativo e attento all’evoluzione del gusto e alla ricerca dei sapori tradizionali di altissima qualità.

di tomaso.bassani@varesenews.it
Pubblicato il 09 marzo 2016
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