“Boia chi molla”, 13 denunciati per commenti xenofobi
Indagine della Digos porta all'identificazione di alcuni utenti di facebook che hanno un po' esagerato
Inneggiare al fascismo, al razzismo e alla xenofobia sul web: un fatto che accede spessissimo, ma a volte diventa reato. La questura di Varese ha indagato su un gruppo chiuso di facebook chiamato Vessilli Neri boia chi molla, e con la procura di Varese è giunta a ipotizzare per 13 persone che partecipano alle discussioni online, i reati riguardano l’istigazione all’odio razziale.
I 13 denunciati hanno scritto diverse frasi nei commenti del gruppo e sono incappati in uno dei controlli che la questura effettua periodicamente per tenere d’occhio la violenza e i pericoli del web.
Il gruppo controllato ha 1.117 iscritti, tra questi anche alcuni simpatizzanti di estrema destra. I denunciati sono quasi tutti della provincia di Varese e sono tra i 25 e i 40 anni. Tuttavia i denunciato sarebbero xenofobi della domenica, ovvero non appartenenti a nessun gruppo organizzato.
Accedi o registrati per commentare questo articolo.
L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.
La community di VareseNews
Loro ne fanno già parte
Ultimi commenti
UnoAcaso su Nel giorno dell'Unità d'Italia, Varese chiede la medaglia d'oro
Felice su Come si capisce una guerra, giorno dopo giorno
Roby60 su Stefano Angei: "Non basta dire che va tutto bene, Varese ha problemi veri"
Bruno Paolillo su Come cambia la viabilità tra Biumo e viale Belforte a Varese
Bustocco-71 su Come si capisce una guerra, giorno dopo giorno
Felice su Come si capisce una guerra, giorno dopo giorno






Mi delude molto la leggerezza e il tono dell’articolo.
“Hanno un po’ esagerato”?
Mi ricorda tanto quando si parla di “gaffe” per giustificare un’esternazione inaccettabile, ma del tutto consapevole, del personaggio di turno.
Contrariamente a quello che sostiene l’autore, inneggiare al fascismo, al razzismo e alla xenofobia É UN REATO.
Quello che succede è che solo raramente si interviene contro chi lo commette, complice una tolleranza diffusa alimentata, anche da interventi come questi.
.
Buonasera stefa,
personalmente non vedo il “problema”, conosce quel gruppo di Facebook, ne fa parte? Probabilmente no, perché appunto un “gruppo chiuso” a soli utenti che si conoscono fra di loro e quelli nuovi entrano solo se invitati o presentati. Quindi, a mio giudizio, a casa propria uno può fare e dire quello che vuole fintanto resta dentro le quattro mura; tuttalpiù il limite sarà dettato dal buonsenso personale. D’altronde se si decide di andare all’Oktoberfest non sarà di certo per bere acqua minerale!
Duilio, il suo commento è un po’ fuori luogo per una serie di motivi.
Prima di tutto, il fatto che un gruppo di Facebook sia privato non rende legale quello che ci succede dentro. E non ci vuole una laurea in legge per capirlo, ma solo un po’ di logica e senso comune.
Ma a parte questo, il mio commento si riferisce al tono dell’articolo e al fatto che contenga informazioni incorrette. I fatti e le opinioni andrebbero sempre separati in modo chiaro. Molte volte non è cosí.