Richiedenti asilo al lavoro per ripulire l’ex-scuola Medea
L'ex-scuola Medea, al centro delle attenzioni come possibile nuovo centro di accoglienza per migranti, viene ripulita da un gruppo ospitato in via Quasimodo: "Operazione che non c'entra con il progetto di accoglienza"
Una decina di richiedenti asilo ospitati nell’immobile di via Quasimodo hanno iniziato stamane (venerdì) a ripulire il giardino che circonda l’ex scuola Medea, da qualche mese sotto i riflettori come possibile nuovo centro per l’accoglienza di migranti. Da Palazzo Malinverni fanno sapere che l’intervento non ha niente a che vedere con le voci che da tempo circolano sul futuro arrivo di altri richiedenti asilo nell’edificio di proprietà della Città Metropolitana.
La decisione è stata presa dall’Amministrazione comunale dopo che qualche giorno fa era stata allontanata una persona che occupava illegalmente la struttura abbandonata da diversi anni. Dai vicini erano inoltre arrivate segnalazioni di movimenti sospetti nelle ore notturne. Una volta ottenuta l’autorizzazione dalla Città Metropolitana e le chiavi per potervi accedere, è stato chiesto ai ragazzi di via Quasimodo la disponibilità a farsi carico dei lavori a titolo rigorosamente gratuito.
La risposta è stata positiva e ieri un primo gruppo si è messo all’opera coordinato dagli operatori della Fondazione Padri Somaschi Onlus. La società partecipata Euro.Pa ha messo a disposizione due cassoni per la raccolta dei rifiuti e alcuni attrezzi. In una prima fase si procederà ad estirpare la fitta vegetazione che negli anni ha invaso il giardino e parte dell’edificio in modo da ridurre il rischio che qualcuno possa introdursi nella struttura approfittando della scarsa visibilità dall’esterno.
Successivamente si procederà ad eliminare rifiuti ed altro materiale che si trova nelle aule. L’Amministrazione comunale, con questo intervento, vuole contenere il pericoloso degrado dell’ex scuola Medea garantendo così la sicurezza di tutti coloro che risiedono nelle vicinanze.
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