Poste, si preannuncia un “autunno caldo”
L'obiettivo della protesta è di "riportare qualità, efficienza e sviluppo in tutti i servizi offerti dall’Azienda, salvaguardando i livelli occupazionali e la socialità dei servizi"
Riceviamo e pubblichiamo la nota unitaria sindacale sulla vertenza poste in Lombardia
Dopo la formale apertura di un nuovo conflitto di lavoro, conseguente alla lunga fase di aspra vertenzialità culminata con lo sciopero generale regionale del 23 maggio ed i 3 mesi di astensione dalle prestazioni straordinarie ed aggiuntive, l’incontro con il sindacato a livello Lombardia si è concluso negativamente e nessuno dei problemi oggetto della vertenza ha trovato risposte e soluzioni da parte dell’azienda.
Infatti: la riorganizzazione del recapito e della logistica prosegue unilateralmente con enormi disagi per i dipendenti e per i cittadini che si vedono recapitare la corrispondenza con insopportabili ritardi; così come i servizi e le attività negli uffici postali vengono svolte fra mille difficoltà dovute alla carenza di personale, alle procedure farraginose ed obsolete, alle pressioni incessanti ed indebite di ogni sorta e tipo.
In entrambe le divisioni permangono irrisolti i problemi di sicurezza e tutela della salute per la inadeguatezza e mancata messa a norma dei locali ed ambienti di lavoro.
Inoltre, l’incontro nazionale con l’AD di Poste del 15 settembre, sollecitato dalle Organizzazioni Sindacali con lettera del 4 luglio, è stato inconcludente ed insufficiente per la totale mancanza di risposte sulla riorganizzazione della PCL, sulle problematiche di MP e sullo scadimento delle relazioni industriali a tutti i livelli. Non è stata data alcuna risposta all’evidenza della reale situazione di pesante criticità in cui versano tutti, ma proprio tutti, i servizi dell’Azienda ben rappresentata dalle reiterate proteste dei cittadini, imprese, enti ed associazioni. Ed evidenziata dalle molteplici iniziative di mobilitazione svolte su tutto il territorio nazionale negli ultimi mesi.
A tutto ciò si aggiunge il tema della totale privatizzazione con la cessione in Borsa della maggioranza delle azioni di Poste Italiane sul libero mercato. Tema che attualmente sembra sospeso ed in fase di ripensamento, senza però che il Governo abbia ritirato il Decreto attuativo della Presidenza del Consiglio che comunque lo prevede, nonostante ampi motivati pronunciamenti contrari delle organizzazioni sindacali, forze politiche e commissioni parlamentari.
Per la chiusura negativa del Conflitto di Lavoro a livello regionale e per la preannunciata rapida fase di mobilitazione nazionale dell’intera categoria, si preannuncia un autunno di forte conflittualità all’interno di Poste Italiane con l’obiettivo di riportare qualità, efficienza e sviluppo in tutti i servizi offerti dall’Azienda, salvaguardando i livelli occupazionali e la socialità dei servizi offerti dall’Azienda che deve restare a maggioranza pubblica e non totalmente privatizzata, in balia di investitori che hanno come obiettivo il solo profitto a qualsiasi costo (banche, assicurazioni, fondi nazionali ed esteri)
SLP-CISL SLC-CGIL UIL-POSTE CONFSAL-COM FAILP CISAL UGL-COM
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