Ediltek Smart apre i battenti, è l’anno dell’innovazione

Malpensafiere ospita fino a domenica la fiera dell'edilizia che quest'anno punta tutto sulla riqualificazione energetica e sull'innovazione

ediltek 2016 malpensafiere

Ha aperto i battenti sotto una pioggia incessante l’edizione 2016 di Ediltek, quest’anno in una versione smart, a Malpensafiere di Busto Arsizio. Fino al 16 ottobre il polo fieristico ospiterà convegni, workshop, one-to-one con le aziende e con il pubblico tratterà il tema della sostenibilità e riqualificazione in edilizia.

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Sostenibilità e riqualificazione sono le parole magiche della ripresa del settore edilizio in questo 2016, un trend consolidato che permette alle aziende con maggiore capacità di declinazione di questi due concetti, di primeggiare e conquistare fette di mercato. Dati positivi che anche il presidente di Promovarese Rudi Collini ha sottolineato nel suo saluto agli espositori: «Questo 2016 vede una ripartenza della domanda di mutui con un +22% che fa ben sperare».

Proprio per questo l’edizione 2016 è più piccola, per numero di espositori, ma più ricca di spunti per chi sta pensando a ristrutturare la propria abitazione o a riqualificarla dal punto di vista energetico. Tra le tante imprese presenti nel padiglione fieristico ce ne sono due che raccontano anche una storia particolare. Una è la Caspani di Saronno e l’altra è la Bevilacqua di Tradate.

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Antonio La Rosa e Paolo Caspani sono i titolari e raccontano di come un’azienda di tinteggiatura ha saputo reinventarsi grazie allo studio delle nanoparticelle per stare sul mercato, raddoppiando il fatturato ed entrando nel bouquet di sponsor della Unet Yamamay di volley femminile: «Quest’anno trasformeremo il Palayamamay nel primo palazzetto grren d’Europa grazie a Fotosan, una finitura che si applica a tutte le superfici che, grazie alla fotocatalisi, purifica l’aria e trasforma le sostanze nocive presenti in sali innocui».

Partendo dal principio della fotosintesi clorofilliana delle piante sono giunti, grazie alla collaborazione con una società americana, a realizzare un prodotto unico in Italia nell’ambito dell’edilizia: «Siamo i primi in Italia ad applicare questa soluzione – spiegano – è lo stesso materiale che viene utilizzato dalla Nasa. La sua applicazione è ideale per tutti i tipi di pareti interne e sta riscuotendo molto successo perchè in pochi ci pensano ma passiamo gran parte della nostra vita in ambienti chiusi che spesso risultano più inquinati di quelli esterni». 1 mq di parete trattato con Fotosan purifica un ambiente di 50 metri cubi e 10 metri quadri di questa finitura producono gli stessi benefici di 3 alberi di medio fusto ma a differenza di questi non rilascia anidride carbonica durante la notte.

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L’altra azienda che spicca per innovazione è la Bevilacqua Adriano di Tradate che realizza case completamente passive. Con i suoi 10 dipendenti più una squadra di ex-dipendenti che lavorano da esterni, realizza dalle 7 alle 8 case all’anno, in tutta Italia. Luca Bevilacqua è uno dei titolari di questa azienda nata nel 1982 come carpenteria in legno e trasformatasi negli anni in una delle aziende più innovative che fa parte del consorzio Casa Clima di Bolzano.

«Ci siamo specializzati nella casa passiva – racconta Luca – . Siamo stati i primi a modificare il concetto di casa passiva al clima mediterraneo. L’intento era quello di proteggere la casa dal caldo e non solo dal freddo, come invece accade nei paesi del centro e del nord Europa. Noi lavoriamo sull’involucro limitando al minimo l’impiantistica».

Lavorano in tutta Italia e si autoproducono le pareti. Utilizzano le maestranze del posto dando lavoro alle ditte della zona in cui costruiscono, ampliando il concetto di casa a km 0: «Questo ci permette grande elasticità e duttilità per andare incontro alle esigenze del cliente. Ogni casa è diversa, non esiste un modello replicabile perchè ci adattiamo al contesto climatico, alle richieste del cliente e alla filiera artigianale locale». La casa è certificata in ogni sua componente e deve superare test molto severi per poter rientrare negli standard di Casa Clima. In questi giorni sono a Varese in piazza Montegrappa con la sfida dei cubi di ghiaccio (qui trovate l’articolo), uno posizionato all’esterno e uno all’interno di una costruzione passiva. Il risultato verrà svelato a giorni e vi sorprenderà: «Nel tempo necessario a far sciogliere il cubo di ghiaccio all’esterno – spiega Luca – quello all’interno della casa passiva sarà ancora lì in una percentuale che supera il 90%».

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 14 ottobre 2016
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