Metti un quadro di El Greco in una mostra di Icone

E' un vero e proprio progetto culturale sull’iconografia della natività di Gesù, con in più una straordinaria sorpresa, quella di poter ammirare un'opera di El Greco,la serie di iniziative previste a Villa Cagnola

El Greco a Villa Cagnola

Non è solo una mostra, ma un vero e proprio progetto culturale sull’iconografia della natività di Gesù, con in più una straordinaria sorpresa, quella di poter ammirare un’opera di El Greco.

Prende infatti il via sabato 29 ottobre 2016  a Villa Cagnola di Gazzada: “L’iconografia della natività di Gesù tra oriente e occidente cristiani” un’iniziativa promossa dall’associazione culturale “Icone, Ricerca, Conoscenza” che, oltre a far ammirare questa tela di El Greco, vuole offrire al grande pubblico l’occasione di entrare in contatto con 25 opere selezionate le cui origini attraversano l’Europa intera, tra icone e dipinti dal XV al XIX secolo, e inoltre di approfondire le tematiche con convegni, workshop e aperitivi culturali l’argomento.

«Un progetto culturale che rappresenta anche l’occasione di lanciare un ponte tra Oriente e Occidente cristiano attraverso l’analisi di un prodotto artistico come l’icona, che si è sviluppato nella Russia degli Zar e nella Grecia ottomana ma ricevendo l’influenza del Rinascimento occidentale e del Manierismo veneto – spiega Liliana Canziani –  E questo con testimonianze d’eccezione quali anche alcune tavole cinquecentesche, in esposizione nelle giornate di Villa Cagnola, che giungono dalla mostra “El Greco in Italia: Metamorfosi di un Genio”, appena conclusasi a Treviso, e della già citata opera attribuita allo stesso El Greco, del tutto inedita per il grande pubblico».

PERCHE’ UN QUADRO DI EL GRECO IN UNA MOSTRA DI ICONE?

Ma che ci fa un Quadro di El Greco in una mostra di Icone? Pochi sanno che il celeberrimo artista, il cui vero nome è Domínikos Theotokópoulos  è nato a Creta, centro di un importante movimento pittorico post-bizantino chiamato Scuola cretese, e ha cominciato come pittore di icone. E’ stato il suo trasferimento a Venezia a fargli scoprire la scuola rinascimentale, e il suo lavoro nella bottega di Jacopo Bassano a insegnargli i primi passi per diventare quello che tutto il mondo conosce.  La “Adorazione dei Pastori” che sarà in mostra era, fino a poco tempo fa attribuita proprio a Jacopo Bassano: e non più tardi della scorsa primavera è stata attribuita a El Greco dal professor Lionello Puppi, emerito di Metodologia della Storia dell’Arte dell’Università Ca’ Foscari e massimo esperto di pittura veneta del Cinquecento: una attribuzione che verrà svelata al pubblico proprio durante il convegno che accompagna la mostra.

El Greco a Villa Cagnola

GLI EVENTI DELLA MOSTRA

Insieme alla rassegna espositiva, che si potrà visitare fino al 13 novembre, è previsto anche un convegno, sabato 29 e domenica 30 ottobre. Proprio la giornata di domenica vedrà la partecipazione di alcuni tra i maggiori esperti a livello nazionale e internazionale, come monsignor Francesco Braschi e lo stesso Lionello Puppi, che entrerà nel merito della sua attribuzione dell’opera di El Greco. Ma ci sarà anche workshop sui materiali e la tecnica dell’icona antica: quest’ultimo appuntamento è previsto per il 12 novembre e, partendo dall’analisi di tutti gli strati che compongono l’icona, permetterà di cogliere le caratteristiche dei materiali utilizzati e illustrare la loro applicazione nell’antica tecnica esecutiva. Di grande interesse anche gli aperitivi che si terranno sempre sabato 12 novembre ma anche domenica 13 affiancando il momento d’incontro all’offerta culturale: tra le proposte, la testimonianza di un iconografo contemporaneo.

“VILLA CAGNOLA, LA SEDE IDEALE PER APPROFONDIRE L’ARTE E LA SPIRITUALITA'”

«Quest’anno, per l’ormai consueto nostro appuntamento culturale , possiamo offrire al pubblico una sede prestigiosa quale Villa Cagnola. Una struttura che abbina all’essere un importante centro studi religiosi una collezione permanente di tutto rispetto, cuore pulsante per qualificate iniziative e stimoli per il pubblico come per gli addetti ai lavori -– spiega Liliana Canziani, consigliera dell’associazione “Icone, Ricerca, Conoscenza” – Ognuna di queste caratteristiche si sposa idealmente con la nostra filosofia associativa, occupandoci noi di sacre icone, facendo ricerca e volendo diffonderne i contenuti ad alto livello qualitativo ma volendo essere divulgativi. Parlare al pubblico di non addetti non deve significare aver contenuti banali, scontati o peggio di bassa qualità».

A confermare la tendenza, don Romano Martinelli, rappresentante della struttura e raffinato conoscitore d’arte: «L’icona, si dice, non è dipinta, è scritta: è una creazione teologica. E’ piu difficile appassionarsi della bellezza di un’icona se prima non si legge la parola di Dio. “i sensi che guardano toccano, ascoltano, quando incontrano il Senso con la s maiuscola, scoprono la Bellezza con la B maiuscola”».

Tutta l’iniziativa è sponsorizzata da Misani, storico marchio milanese di gioielli rinato a Varese, e gode del patrocinio di Camera di Commercio e Provincia di Varese, oltre che della Fondazione Comunitaria del Varesotto.

 

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 25 ottobre 2016
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