Trent’anni coi burattini fra le mani

Walter Broggini è stato premiato con "La sirena d'oro", uno dei riconoscimenti più prestigiosi del teatro di figura. Cominciò negli anni '80 e da allora ha fato più di 1400 spettacoli

Broggini, trent\'anni fra i burattini

Il laboratorio di Walter Broggini è disseminato di teste di gommapiuma, barattoli di vernice, scampoli di stoffa e pezzi di corpi in legno. Entrandoci si ha subito l’impressione di varcare la soglia di una bottega artigiana, come quelle che riempivano le strade dei mestieri di una volta. E non a caso la sua bottega è ricavata in un ex maglificio di Albizzate, di quelli che sfornavano quei maglioni in lana in grado di durare una vita intera.

Il mestiere di Broggini, che di professione fa il burattinaio, lo conoscono tutti ma in pochi sanno davvero quanto sia in grado di racchiudere un mondo fatto di creatività, studio, capacità artigiane e abilità attoriali. Un ciclo completo che l’artista Broggini porta avanti da trent’anni, da quando, negli anni ‘80, frequentò quel primo corso di burattini che avrebbe caratterizzato per sempre la sua vita.

La sua è una storia che merita di essere raccontata in qualunque momento ma lo spunto, questa volta, è importante: Walter Broggini è appena stato premiato al festival “Arrivano dal Mare” a Gambettola con uno dei premi più prestigiosi nel campo del teatro di figura: la Sirena d’oro. Un riconoscimento che arriva proprio all’apice della sua carriera trentennale a lui e al suo personaggio più celebre Pirù Pirù.

walter broggini

Con lui hanno vinto Guy Baldet, che da 40 anni gira tutte le località del sud della Francia per far vivere ancora la straordinaria epopea di Guignol; Albert Bagno, artista italo francese di grande storia e talento, uno dei più appassionati testimoni del valore del teatro di carta, membro del Comitato Esecutivo mondiale dell’UNIMA; Eugenio Navarro, fondatore, assieme a Toni Rumbau e Mariona Masgrau della Compagnia “La Fanfarra” e del Teatre Malic.

Un riconoscimento che giunge all’apice di una carriera trentennale che Broggini ha passato immergendosi a 360 gradi nel lavoro che porta avanti in bottega, nei festival teatrali in tutto il mondo e anche in università a Varese dove insegna per il master specialistico per educatori ospedalieri all’interno del quale è stato integrato un approfondimento sull’uso dei burattini.

Broggini, trent\'anni fra i burattini

«Io mi occupo di spettaccoli con burattini secondo una tradizione legata all’arte popolare – racconta Broggini distinguendo tra alcuni filoni di quest’arte così affascinante -: faccio spettacoli con burattini in baracca, una forma molto diffusa e orientata ad un pubblico misto di famiglie e bambini ma faccio anche spettacoli con tecniche diverse per un pubblico adulto con una drammaturgia molto più complessa».

Di questo suo filone lo spettacolo più famoso è “Solo”, uno spettacolo con marionette da tavolo molto intenso “giocato sul sottile confine tra macabro e ironico e presentato esclusivamente attraverso la comunicazione gestuale dei pupazzi, senza uso del linguaggio verbale”. Quel genere di spettacoli che hanno portato il burattinaio di Albizzate ad esibirsi nei più importanti festival d’Europa.

Broggini, trent\'anni fra i burattini

«La storia di questo mio lavoro è cominciata quando ero studente di pedagogia negli anni ’80 – racconta Broggini -, allora c’era un grande fermentto legato alla scuola aperta e ad un teatro che stava cambiando. Io in quegli anni feci un corso di burattini con l’intento di ottenere uno strumento pedagogico e invece questa è diventata la mia professione».

La compagnia Walter Broggini è nata ufficialmente nel 1986 e da allora ha fatto più di 1400 spettacoli, partecipato alla regia di molti altri progetti e all’organizzazione di tantissimi eventi. «Tante compagnie sono nate negli anni 80 – racconta -, tutti siamo arrivati a questo lavoro con delle forti spinte plasmando questo mestiere anche con l’idea di cambiare e incidere nella realtà, come diceva Rodari».

In 30 anni ha creato 7 spettacoli, «un lavoro che nasconde una forte complessità: io impiego anche più di 10 mesi a crearne uno. Dietro c’è un’attività sia intellettuale che manuale: penso al canovaccio, costruisco le marionette, definisco la drammaturgia, costruisco i materiali, la scenografia e metto in scena i personaggi, talvolta preparandone più di dieci, ognuno con la propria voce e la propria storia».

Il risultato? Il suo prossimo spettacolo sarà il 23 ottobre a Varese alla rassegna di Zattera Teatro al cinema Nuovo alle 15.30. Broggini porterà in scena lo spettacolo “Di la dal mare” dedicato ad un pubblico famigliare. Non c’è occasione migliore per andare a curiosare.

Tomaso Bassani
tomaso.bassani@varesenews.it

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Pubblicato il 12 Ottobre 2016
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