Il “BancoPoste” svizzero aumenta le commissioni ai frontalieri
25 franchi al mese di commissioni per ogni conto privato di clienti con domicilio all'estero: questa la decisione presa per il 2017 da PostFinance
25 franchi al mese (contro i 15 più recenti, e i pochi franchi di qualche anno fa) di commissioni per ogni conto privato di clienti con domicilio all’estero, indipendentemente dal patrimonio conservato: questa la decisione presa per il 2017 da PostFinance, la versione svizzera di BancoPosta, con una comunicazione che sta arrivando per lettera ai correntisti oltreconfine su quello che è un “conto d’appoggio” scelto da migliaia di frontalieri proprio per il fatto di essere “low cost” nelle commissioni.
«Con le nuove disposizioni legali e normative come lo scambio automatico delle informazioni (SAI) gli oneri relativi ai clienti non domiciliati in Svizzera aumentano significativamente per PostFinance» spiega nella lettera l’istituto che tra i compiti che ha ricevuto dalle autorità svizzere, ha l’obbligo ad esempio di verificare il domicilio fiscale dei clienti e di fornire alle autorità estere competenti informazioni su conti e depositi di clienti domiciliati all’estero e, anche “a causa dell’irrigidimento delle condizioni fiscali oltre confine”, è tenuta a eseguire accertamenti sulla tassazione dei patrimoni dei clienti in misura maggiore.
«Siamo consapevoli che questo aumento della commissione susciterà malcontento. Si tratta tuttavia di un passo indispensabile per poter offrire anche in futuro operazioni transfrontaliere a condizioni sufficienti a coprire i costi».
Una tendenza che è incominciata l’anno scorso, e che sta diventando sempre più diffusa. Secondo l’inchiesta di Ticinonline.ch, hanno “ceduto” all’aumento delle tasse anche Migros Banca, altro conto corrente a bassocosto, mentre Credisuisse è costoso da sempre: lì i franchi pagati al mese sono 40.
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