Alfieri: “Non basta dire l’Ospedale di Cuasso non si chiude, serve un progetto”

Seconda tappa del tour del segretario regionale del Pd Alessandro Alfieri negli ospedali varesini. Oggi l'incontro con i dirigenti della struttura di Cuasso al Monte

“Promettere che l’Ospedale di Cuasso al Monte non verrà chiuso non basta e non serve, è necessario un progetto serio, realistico e tenga conto dei bisogni espressi dalle comunità di riferimento, Valceresio e Valganna”.

Lo ha detto oggi il segretario regionale del Pd e consigliere di Regione Lombardia Alessandro Alfieri alla conclusione dell’incontro con il direttore generale Callisto Bravi e i responsabili della struttura di Cuasso al Monte. Alfieri ha incontrato anche alcuni sindaci della Valceresio: Marco Cavallin di Induno Olona, Jenny Santi di Porto Ceresio, Fabio Zucconelli di Brusimpiano, e Giovanni Resteghini di Bisuschio che è anche presidente della Commissione della Comunità Montana del Piambello che da due anni lavora ad un progetto per la riqualificazione del presidio di Cuasso. All’incontro era presente anche il consigliere provinciale Paolo Bertocchi.

Tre le considerazioni di Alfieri dopo l’incontro. “Non si può tirare a campare, non basta tenere aperto – ha detto – occorre un disegno strategico che individui la vocazione di questo sito e si integri in un progetto socio-sanitario per la Valceresio e tutto il bacino di utenza, tenendo conto di tanti fattori, dalle dinamiche demografiche all’aumento della cronicità”

Secondo spunto di riflessione la particolarità e la collocazione periferica della Valceresio: “Non si può dimenticare la necessità di avere su un territorio come questo un presidio per emergenze e urgenze, e in questo senso Cuasso potrebbe essere un importante punto di riferimento”.

Infine occorre mettere in primo piano la sostenibilità di un progetto per riqualificare un sito come l’Ospedale di Cuasso al Monte, sicuramente importante per dimensioni e potenzialità ma anche oneroso per la sanità pubblica: “Ogni progetto che vada in questo senso deve tenere conto di una collaborazione con il privato. Questo non significa svendere l’Ospedale di Cuasso, che deve essere preservato come presidio pubblico, ma trovare il modo, l’ambito e gli incentivi per mantenere e valorizzare professionalità importanti, una struttura con una collocazione così particolare ed anche il contesto in cui è inserita rendendo interessante la proposta per eventiuali privati interessati ad investire. A livello nazionale esperienze positive di questo tipo non mancano e potrebbero essere adattate a questa situazione”.

E comunque è tempo di prendere delle decisioni: “Sono venuto più volte qui a Cuasso, e sette anni fa i problemi erano uguali – ha concluso Alfieri – E’ tempo che la Regione esca allo scoperto e presenti proposte concrete, in grado di dare a questo presidio le gambe per camminare ma anche trovandogli un senso e un futuro“.

di mariangela.gerletti@varesenews.it
Pubblicato il 10 febbraio 2017
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