Post “non adeguati”, chiude il gruppo “Sei di Cocquio se…”

Quasi 1200 persone seguivano gli aggiornamenti proposti. Annunci, cultura ma evidentemente anche espressioni troppo “cariche”

Avarie

Che qualcosa stesse accadendo s’era capito già qualche giorno fa, quando i post sul gruppo Facebook “Sei di Cocquio se…”, per essere pubblicati, dovevano passare dal filtro di un amministratore: non più espressioni libere, ma sottoposte a “imprimatur”.

Oggi la sorpresa: dal primo pomeriggio il gruppo è stato “archiviato”: si possono leggere i post, ma non è possibile commentare o aggiungere altri membri. In più il gruppo è diventato “segreto”.

Certo, i quasi 1200 iscritti sopravviveranno anche a questa tragedia, ma da oggi non sarà più possibile sapere in maniera “social” le vicende del paese: dall’ultimo furtarello a come trovare una baby sitter, dagli orari del medico ai cerchi in lega usati, o un appartamento in affitto a poco prezzo.

Ma cosa è successo? L’hanno spiegato gli amministratori in un post, l’ultimo, verosimilmente, pubblicato verso le 13 di oggi, martedì 14 febbraio: “Dopo l’ennesimo post non adeguato abbiamo deciso di chiudere il gruppo. Non possiamo rischiare legalmente per colpa di qualcuno che scrive post non consoni, avevamo dato un primo avvertimento, ma probabilmente non è stato ascoltato ne tantomeno recepito. Ci dispiace per le persone corrette che facevano giusta informazione, ma la legge è uguale per tutti».

Quindi? Quindi più nessun post e, sembra, nessun ripensamento da parte dei responsabili del gruppo.

Un fatto molto simile a quanto avvenuto qualche mese fa per un altro gruppo analogo del paese vicino di casa: Gavirate. Anche in questo caso pesanti espressioni indirizzate a persone fisiche hanno fatto desistere l’amministratore dall’andare avanti nella gestione delle discussioni.

Come andò a finire a Gavirate? Che nel giro di poche ore la community locale si spostò su di un nuovo gruppo, creato da un nuovo amministratore.

Anche qui a Cocquio Trevisago potrà succedere, ovviamente, a patto che esista la voglia di confrontarsi in maniera educata sui temi che riguardano la vita pubblica del paese.

Andrea Camurani
andrea.camurani@varesenews.it

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Pubblicato il 14 Febbraio 2017
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