Nuovo assessore, due giorni per decidere. La Lega propone Rech

Fredda Forza Italia, Libertà per Gallarate interviene anche in consiglio comunale sulle dimissioni di Liccati. È anche un confronto tra approcci diversi ai servizi sociali

gallarate generico

«Conto di arrivare a una nomina entro la giornata di venerdì». Il sindaco Andrea Cassani l’ha detto mercoledì mattina, a chi chiedeva dei tempi per la sostituzione del dimissionario Liccati, e l’ha ripetuto poi anche in consiglio comunale. «Quello del delegato ai servizi sociali è un ruolo che credo al più presto vada riempito: ho provveduto ascoltare Lega Nord che mi ha proposto soluzioni, domani (giovedì 13 aprile) mi riservo di ascoltare tutti i partiti che mi sostengono». Dietro il rito delle consultazioni, però, ci sono già ipotesi delineate e reazioni fredde degli alleati del carroccio.

Il nome avanzato dal carroccio è quello di Sandro Rech, ex segretario della Lega, nella vita comunicatore e creativo (s’inventò lo scoubidou più lungo del mondo e la bandiera padana da record, è stato il copy dello slogan “Amsc il buco con la menta intorno“), già presidente del Consorzio Rile Tenore Olona, già in predicato nel 2016 di assumere la guida dell’Amsc. Un nome di stretta osservanza padana, per un settore – i servizi sociali – che la Lega vorrebbe uniformare alla propria visione («prima gli italiani», ma anche con l’idea di ridurre «l’assistenzialismo», dicono). L‘ipotesi Rech è circolata mercoledì in due versioni: o direttamente ai servizi sociali oppure inserito in un rimpasto di deleghe che prevede che Rech prenda il posto dell’assessore leghista ai lavori pubblici Paolo Bonicalzi, che passerebbe appunto ai servizi sociali. Sarebbe più in linea con le esperienze passate di Rech, sarebbe tutto interno alla Lega.

La sfida di Cuore di Cuochi
Sandro Rech all’evento benefico “Cuori di cuochi”, affiancato dal capogruppo Pd Giovanni Pignataro e dal sindaco Cassani

La soluzione interna al carroccio (fatta intravedere dal sindaco già martedì) non è che abbia entusiasmato gli alleati, tanto che la nomina data per imminente nel pomeriggio, alla fine si è arenata all’ora di cena, appena prima che la maggioranza si ritrovasse in consiglio comunale. E in consiglio quelli di Libertà per Gallarate hanno preso la parola e hanno commentato le dimissioni di Liccati facendo riferimento al metodo di lavoro: Luca Carabelli ha parlato di «disagio per un lavoro di squadra che ha latitato» e ha detto che Libertà per Gallarate si aspetta «un cambiamento e una maggior capacità di lavorare tutti insieme». Anche nelle file di Forza Italia non c’è proprio grande entusiasmo per la crisi risolta solo nelle consultazioni nella sede leghista di via Monte Santo a Cedrate. Il capogruppo Alessandro Petrone, in consiglio, si è limitato a un’essenziale dichiarazione di fiducia nel sindaco e ha indicato come obiettivo la conferma della «coalizione di centrodestra [che] sta ben funzionando in Regione Lombardia» (un riferimento alla triade Lega-Forza Italia-Ferrazzi?). Giuseppe De Bernardi Martignoni per Fratelli d’Italia – riferendosi ai leader di Lega e FI con ardite e un po’ criptiche metafore – ha detto che «non ci sono nè kaiser nè mullah», ma che c’è «pari dignità per tutte le forze della coalizione».
A latere, c’è anche chi lancia qualche piccola provocazione: «Perchè non nominare assessore direttamente Nino Caianiello, che in fin dei conti nella serata con don Mazzi ha mostrato di avere idee per il sociale?» commentava con ironia Eliseo Sanfelice, seduto tra il pubblico del consiglio, vicino a Liccati e a Luisa Peletti di Libertà per Gallarate.

Il merito delle scelte politiche sul sociale, in effetti, c’entra eccome. «Nella definizione del bilancio sono stati chiesti tagli da centinaia di migliaia di euro, che poi nel confronto interno sono stati ridotti» spiegava già martedi Liccati. Le sforbiciate, nel bilancio, ci sono state e sono una scelta vera, così come c’è stato un cambio nel rapporto con il privato sociale, in alcuni casi diventato teso. Del resto, proprio nelle settimane in cui si parlava di bilancio, la serata di Nino Caianiello con don Mazzi ed Exodus ha segnalato un approccio diverso di Forza Italia da quello dei leghisti. «Non si può fare gli struzzi di fronte ai problemi sociali» aveva richiamato Nino Caianiello. Chi l’avrà vinta, tra i due approcci? La scelta del nuovo assessore è un passaggio importante, in questo senso.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 13 aprile 2017
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