Vandalismi al parco “Leviamo le scritte e adottiamo una via”
La proposta di Gianni Lucchina di istituire una sorta di baratto amministrativo per i cittadini che intendono occuparsi di una strada o un parchetto

Rabbia in paese per la devastazione del parco pubblico dei Ciussit trovato sporco, vandalizzato e con le griglie per il barbecue addirittura rubate dopo il “weekend bravo” di Pasqua e pasquetta.
Ma anche voglia di riscatto e di farsi sentire come società civile con una proposta che coinvolga cittadini per ripulire la proprie città e custodirne anche ogni piccolo lembo, dal marciapiede all’aiuola, dal segnale stradale al muro dietro casa.
La proposta arriva dall’opposizione: Gianni Lucchina, particolarmente adirato dopo aver appreso della notizia ne fa, innanzi tutto, una questione di educazione e di costume: «Totale indignazione per chi si è macchiato di quei vandalismi. Una situazione che rappresenta la punta dell’iceberg di quanto sta avvenendo da tempo in alcune vie della città, come sollevato dai vertici della Proloco, che si sono lamentati di scritte sui cartelli e sui muri. Ora è giunto il tempo di dire basta: il sindaco, la polizia locale, i carabinieri non possono essere dappertutto, ci vuole un cambio di mentalità».
Come? Ripulendo tutto e aumentando la sorveglianza dei luoghi comuni dietro l’angolo.
«Propongo prima di tutto una giornata in cui tutti i cittadini scendano in strada per pulire ciò che è rovinato o vandalizzato: non bisogna lasciare spazio a nessun gesto di disordine perché il vetro rotto “tira” il vetro rotto, le scritte sui muri altre scritte sui muri. E così via».
Poi la proposta di qualcosa di somigliante al “baratto amministrativo, cioè uno “sconto” di tasse del pubblico fatto al privato che si premura di dare in cambio qualcosa. «Perché non prevedere un alleggerimento di tasse, anche uno “zero virgola zero”, un valore quasi simbolico in cambio della promessa dei cittadini volenterosi che si prendono cura della propria via. O che addirittura puliscano il muro imbrattato o la strada coi cocci di bottiglia rotte, solo per fare qualche esempio. Potrebbe essere un segnale di attenzione al territorio per tornare a quella cura di una volta che sembra essersi persa i giorni nostri».
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