La Lega: “Corbo fa lo sciopero della fame, ma è il suo Pd che manda i profughi”
Longhin e Bianchi contestano il sindaco di centrosinistra che protesta per il numero eccessivo di richiedenti asilo inviati in paese
«Bene se il sindaco di Besnate Giovanni Corbo prende una posizione riguardo la questione migranti» dice Giuseppe Longhin, capogruppo del carroccio in Provincia. «Ma come diceva Einaudi: bisogna conoscere per deliberare e mi spiace constatare che il sindaco non si sia informato. Il Prefetto è un funzionario che mette in atto le direttive del Governo, quel Governo che Corbo ha sempre appoggiato fino a quando i migranti erano nei paesi confinanti: Arsago, Somma Lombardo, Casorate. Ora che sono a Besnate inizia lo show, come se il problema fosse solo del proprio comune. Il problema è molto più grave di quanto si è detto durante l’assemblea pubblica di Besnate: i sindaci non possono fare nulla».
«Una cosa è infatti l’accoglienza tramite i bandi prefettizi (l’ultimo di oltre 20 milioni di euro per la sola provincia di Varese) che viene gestita dalle cooperative e l’altra è lo Sprar (Servizio Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati). Il Comune di Besnate ha 32 migranti perché una cooperativa ha trovato degli alloggi e un proprietario accondiscendente, i cittadini sappiano che la stessa cooperativa potrebbe trovare altri 200 posti e nessuno, sindaco compreso, ha il potere di non accettare, anzi, il sindaco è obbligato a rilasciare le carte di identità a tutti gli ospiti. Diverso è lo Sprar a cui Corbo fa riferimento dove è il Comune che accetta di aderire fissando un limite di 2,5 migranti ogni 1000 abitanti. Non fosse per la gravità del problema sorriderei – conclude Longhin – al pensiero che sindaci eletti in finte liste civiche marcate PD hanno pareri e atteggiamenti completamente diversi: Aimetti di Comerio è per una accoglienza assoluta e senza limiti, Bellaria di Somma accetta in silenzio e Corbo minaccia uno sciopero della fame».
E se invece si adottasse l’accoglienza concordata, attraverso gli Sprar, come avviene a Malnate o Comerio? Alla Lega non piace comunque: «I sindaci Lega Nord concordano sulla linea di non aderire allo Sprar, infatti solo il 5% dei migranti è riconosciuto profugo» (il riferimento è ai soli migranti che ottengono asilo, la percentuale complessiva di chi ottiene una forma di protezione è ben più alto, intorno al 70%). La Lega rimane dell’idea che si debba respingere gestione diretta dei richiedenti asilo «senza cadere nella tentazione di “facili guadagni” dovuti all’accoglienza e, unanimi, criticano ogni spettacolarizzazione della politica amministrativa fine a se stessa chiedendo interventi e concretezza come nell’ultimo incontro avuto col prefetto».
«I sindaci sono democraticamente eletti con una linea programmatica chiara sul tema – aggiunge Matteo Bianchi, segretario provinciale del Carroccio – rappresentiamo le comunità. Pur comprendendo le difficoltà del caso, rigettiamo qualsiasi prevaricazione dei funzionari dello Stato verso i nostri territori».
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