Ivana Sonna è il nuovo presidente dell’Anpi
La sezione Bellaria ringrazia Gaetano Castiglioni, timoniere dell'associazione per tanti anni. Il direttivo: "Nostro impegno di vitale inportanza in momento difficile per la democrazia"

Il Comitato della Sezione ANPI “Luigi Bellaria” di Castellanza è lieta di annunciare, tramite il Consiglio Direttivo, l’elezione di Ivana Sonna a nuovo Presidente.
Sonna prende le redini della Sezione succedendo a Gaetano Castiglioni, storico Presidente e timoniere per più di quarant’anni e che lascia per sopraggiunti limiti d’età, pur rimanendo in seno alla sezione come semplice iscritto, con lunga esperienza e dedizione alla causa antifascista.
Con Ivana Sonna siamo fermamente pronti a continuare nel nostro percorso di iniziative volte a non far dimenticare alla popolazione quella che è stata la lotta partigiana contro il nazifascismo e quali sono stati gli orrori dei campi di sterminio dove milioni di persone hanno trovato la morte.
«Crediamo che in questo momento storico – fa sapere il direttivo – , in cui i populismi viaggiano a vele spiegate e nel quale i neofascisti di Casapound stanno iniziando a farsi largo tra le maglie del consenso politico, sia di vitale importanza proseguire nel nostro cammino culturale perché certe nefandezze della Storia del secolo scorso non si ripetano mai più».
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……L’espressione massacri delle foibe indica gli eccidi ai danni della popolazione italiana della Venezia Giulia e della Dalmazia,[11][12] avvenuti durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato secondo dopoguerra, ad opera dei Comitati popolari di liberazione. Il nome deriva dai grandi inghiottitoi carsici dove furono gettati molti dei corpi delle vittime, che nella Venezia Giulia sono chiamati, appunto, “foibe”.
Per estensione i termini “foibe” e il neologismo “infoibare” sono diventati sinonimi di uccisioni che in realtà furono in massima parte perpetrate in modo diverso: la maggioranza delle vittime morì nei campi di prigionia jugoslavi o durante la deportazione verso di essi.[13][14]
Il fenomeno dei massacri delle foibe è da inquadrare storicamente nell’ambito della secolare disputa fra italiani e popoli slavi per il possesso delle terre dell’Adriatico orientale, nelle lotte intestine fra i diversi popoli che vivevano in quell’area e nelle grandi ondate epurative jugoslave del dopoguerra, che colpirono centinaia di migliaia di persone in un paese nel quale, con il crollo della dittatura fascista, andava imponendosi quella di stampo filosovietico, con mire sui territori di diversi paesi confinanti.
Alla neo presidente dell’ANPI vorrei chiedere il suo parere, in quanto donna, della triste vicenda di Giuseppina Ghersi, una bambina di 13 anni che per aver scritto un tema in cui elogiava il Duce è stata sequestrata dai partigiani, violentata e poi uccisa con un colpo alla nuca, e delle decine di donne in divisa della Repubblica Sociale Italiana (le ausiliarie a cui si aggiungono mogli, fidanzate e figlie di fascisti) violentate e uccise sempre dai partigiani e spesso a guerra finita.
Cordialmente.
G.R.