Area delle Nord, si va verso lo spezzettamento? Il Pd non ci sta

L'area tra il teatro Sociale e la stazione delle Fnm torna al centro del dibattito politico con un'interrogazione a firma dei consiglieri democratici: "La Giunta ci dica se vuole abbandonare il progetto Botta"

area delle nord panoramica

«Vogliono spezzettare l’area delle Nord e buttare via il progetto dell’architetto Mario Botta che ci è anche costato 50 mila euro». Massimo Brugnone, consigliere comunale del Pd, butta nuova carne sul fuoco della polemica con la giunta dopo le recenti decisioni (poi in parte rimangiate, ndr) sui parcheggi  dei pendolari attorno alle stazioni cittadine da trasformare in disco orario e dopo la questione della rotatoria a servizio della nuova Coop, sul viale Duca d’Aosta.

In un’interrogazione a firma di tutti i consiglieri democratici si chiede all’amministrazione comunale di presentare l’atto pubblico con il quale l’amministrazione, tramite l’assessore all’Urbanistica Isabella Tovaglieri, avrebbe deciso di lasciare mano libera ai proprietari delle aree private di realizzare edifici.

L’attuale Amministrazione, infatti, sembra voler permettere ai diversi operatori di realizzare costruzioni su singole aree di loro proprietà, «creando – dicono i Dem – un quadro frammentato e senza gli elementi necessari a garantire un vero coordinamento per le funzioni da insediare, sia infrastrutturali che di servizi pubblici».

Tutto il contrario di quello che venne deciso nell’ormai lontano 2004 «quando prese corpo in città una diffusa consapevolezza di realizzare un “polo culturale” integrato ad attività produttive e di servizio, a seguito della quale l’Amministrazione decise di costituire un apposito Ufficio di Piano per il Centro Direzionale e di coinvolgere nella definizione progettuale una figura di indiscussa competenza in materia urbanistica e di grandi opere, conferendo nel 2005 all’architetto Mario Botta l’incarico della definizione del Centro Direzionale».

progetto area nord busto arsizio botta apertura

L’area si trova proprio a ridosso del centro storico e costiuisce una naturale espansione del centro cittadino. La presenza della Stazione Nord offre, inoltre, la possibilità di posizionarsi come epicentro del traffico che da Milano a Malpensa: «Capiamo quindi quanto sia un’area strategica e quanto sia importante, alla luce dei diversi terreni abbandonati o di proprietà pubblica, guardare a quest’area come un territorio unico, cercando una progettazione che possa valorizzarne l’attuale inutilizzo – prosegue Brugnone -. In questo scenario, far decidere ai singoli proprietari dei singoli lotti quale debba essere lo sviluppo di tutto il territorio è qualcosa di decisamente riduttivo. Perchè il progetto Botta non è mai stato presentato in Consiglio comunale. Che fine ha fatto? Visti gli atti che vengono portati avanti dalla Giunta Antonelli, dobbiamo presupporre che quel progetto è stato completamente accantonato?»

Di quel progetto se n’è persa traccia nel tempo anche a causa della difficoltà oggettiva nel mettere d’accordo tutti i proprietari e i curatori fallimentari dei vari appezzamenti di terreno che giacciono nel degrado totale da 20 anni.

Molte le idee che, durante le due giunte Farioli, sono emerse per trasformare un’area enorme e che fa da cerniera tra la stazione Fnm e il centro cittadino. L’architetto ticinese aveva immaginato un lungo viale alberato che dai Tre Ponti avrebbe dovuto collegare i Tre Ponti con l’area in oggetto sulla quale avrebbe dovuto sorgere un polo culturale con un auditorium, palazzine, parchi.

Nel 2009 un nuovo progetto per Expo 2015 prevedeva, in linea di massima,  un intervento da 120mila metri cubi: con ottanta milioni di euro in investimenti da fondi immobiliari per finanziare l’opera,  un albergo, 2500 posti auto in due parcheggi interrati, un cinema multisala, uffici, due condomini per circa 80 unità abitative, luoghi per il divertimento e il relax e qualche spazio verde. Ma nemmeno questo progetto vide mai la luce.

Qualche mese fa le ruspe sono tornate nell’area ma solo per ripulirla da anni di degrado e incuria scoprendo anche un rifugio per senza tetto tra i resti di costruzione che puntellano le aree.

 

 

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 15 dicembre 2017
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