Sulla sicurezza i metalmeccanici non arretrano
Presidio davanti alla prefettura per dire "Basta morti sul lavoro". I quattro decessi avvenuti il 16 gennaio alla Lamina di Milano hanno lasciato un evidente sentimento di sgomento, angoscia e tanta rabbia
I tre segretari dei sindacati metalmeccanici Stefania Filetti (Fiom), Paolo Carini (Fim) e Francesco Nicolia (Uilm) erano in prima fila nel presidio davanti alla prefettura di Varese per dire “Basta morti sul lavoro“. I quattro drammatici decessi avvenuti alla Lamina, azienda metalmeccanica di Milano, hanno lasciato un evidente sentimento di sgomento, angoscia e tanta rabbia.
«Queste morti – scrivono in un comunicato i sindacati – non sono mai la conseguenza di fatalità ma di mancanza di rispetto , da parte delle imprese, delle procedure e delle regole di sicurezza. Troppo spesso questi drammi mostrano l’inadeguatezza dei sistemi di prevenzione e delle misure necessarie per garantire l’incolumità e la sicurezza dei lavoratori. Troppo spesso le condizioni di lavoro vengono messe in secondo piano sottovalutando la necessità della prevenzione. Troppo spesso la formazione e gli interventi di sensibilizzazione sul tema e la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro vengono ritenuti dei costi e non invece degli investimenti sulle persone e sul loro futuro».
Al presidio indetto dai sindacati era presente anche il sindaco di Varese Davide Galimberti. «Siamo vicini al dolore delle famiglie coinvolte in questo grande lutto che ha sconvolto tutti – ha detto il primo cittadino di Varese -. L’attenzione per la sicurezza sul posto di lavoro deve essere massima e dobbiamo tutti impegnarci perché si migliorino sempre di più i sistemi di controllo nelle aziende per tutelare e salvaguardare la salute di chi lavora. Le istituzioni devono essere unite perché questi incidenti non si verifichino più».
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