Il giorno in cui nacque Malpensa, come la conosciamo
Già pista militare per oltre trent'anni, il 22 maggio 1948 divenne anche scalo civile. Oggi il ricordo a Busto
Se c’è un luogo che si rinnova costantemente e poco conserva delle proprie forme originarie, quello è l’aeroporto. Nulla (o quasi) è rimasto della Malpensa del 1948: lo scalo civile oggi – 22 maggio -compie 70 anni. Un anniversario che verrà anche celebrato a Busto Arsizio, dal momento che l’aeroporto nacque allora, appunto, con il primo nome di “Aeroporto di Busto Arsizio”.
Completato a tempo di record riutilizzando anche le originarie dotazioni militari, lo scalo civile sarà poi inaugurato il 21 novembre 1948 dal nuovissimo quadrimotore – esemplare unico – Breda BZ-308,allora simbolo dell’industria aeronautica nazionale destinata invece ad abbandonare il settore dei grandi aerei civili. «Nel 1949 fu fornita assistenza a 683 aerei per 11.400 passeggeri, per arrivare nel 1952 a 1736 aerei per 56.963 passeggeri» ricordano gli appassionati di Aeroporti Lombardi, che hanno pubblicato una grande quantità di foto storiche e sollecitato i festeggiamenti dello scalo.
Dicevamo che nulla rimane, anche se non è proprio del tutto vero. In mezzo alle strutture sempre in rinnovamento (dalle nuove stazioni ai “satelliti”) ci sono ancora le tracce delle origini: «A ricordo della volontà della Città di Busto Arsizio esiste un cippo marmoreo nel piazzale antistante il primo nucleo di Malpensa, attuale T2» ricordano ancora gli appassionati di Aeroporti Lombardi. La lapide – carica di speranza dopo le distruzioni della guerra mondiale – recita: “Per disarmate rotte e profittevoli incontri tra i popoli i cittadini bustesi nel millenovecentoquarantotto all’Italia ditata ma libera e alacre vollero restituito importo aereo della Malpensa approdo di civili nazioni”.
È una delle tracce più antiche, anche se più datate sono le tante strutture militari a sud dell’aeroporto (comprese le piste di raccordo tra Malpensa e il Campo della Promessa di Lonate Pozzolo) e l’originaria “Cascina Malpensa”, oggi area militare.
C’è poi una testimonianza persistente a tutto: l’atto notarile di costituzione sottoscritto dal Comune di Busto, che il sindaco Emanuele Antonelli mostrerà questa sera – per casuale concomitanza di date – in consiglio comunale.
Da allora molto è cambiato, soprattutto dopo il 1999. L’aeroporto -un tempo percepito come isolatissimo dai milanesi – è stato collegato da sempre più infrastrutture: la superstrada dall’A8, ancora oggi carente sotto molti aspetti, quella dall’A4, la ferrovia da Busto (e il raddoppio, in discussione, da Gallarate). Una trasformazione, si potrebbe notare, anche nel nome: nel tempo,man mano anche nel parlato, l’aeroporto ha è perso l’articolo determinativo che un tempo accompagnava “la Malpensa”, retaggio della cascina da cui tutto partì.
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