Campo nomadi: il sindaco si nega al comitato
Si riaccendono i riflettori sull'attività del gruppo “Uniti per Grandi e Battisti” che sta lottando contro lo spostamento di 4 piazzole del campo nomadi di via Deledda nell'area comunale di via Grandi
Si riaccendono i riflettori sull’attività del gruppo “Uniti per Grandi e Battisti” che sta lottando contro lo spostamento di 4 piazzole del campo nomadi di via Deledda nell’area comunale di via Grandi.
Prima novità sul fronte dell’azione del comitato è la risposta negativa dell’Amministrazione comunale alla richiesta di un secondo incontro che era stato promesso durante il primo faccia a faccia tra la delegazione dei residenti e il sindaco Alessandro Fagioli. Dopo le ripetute richieste di un appuntamento, realizzate telefonicamente e via mail è arrivata la risposta informale dagli uffici che “il sindaco attenderà l’esito del ricorso al Tar”.
Nel frattempo i membri del comitato, che al momento della nascita, due mesi fa, ha raccolto 500 firme in pochi giorni, hanno organizzato un’assemblea per fare il punto della situazione in merito al ricorso al Tar. L’obiettivo del gruppo, infatti, è quello di arrivare ad un annullamento della delibera del cambio di destinazione del terreno di via Grandi.
“Il ricorso non è stata una sfida o una dichiarazione di guerra all’Amministrazione – spiegano in una nota gli attivisti – ma un atto ufficiale necessario alla tutela del nostro quartiere e di tutti noi. Per evitare la prescrizione, il ricorso è stato presentato il 15 giugno. Riteniamo che la scelta dell’area di via Grandi per le 4 piazzole sia errata per motivi sociali, urbanistici e di sicurezza. E’ riteniamo ci sia anche un vizio sulla forma con cui è stata presentata la delibera”.
Continua la raccolta di fondi per sostenere le spese legali: “La risposta del quartiere è stata buona e questo è sicuramente un segnale della determinazione e della convinzione con cui saronnesi e gerenzanesi sostengono l’azione del comitato”. E’ stata anche presentata una richiesta ufficiale di incontro al sindaco “La strada che prediligiamo è quella del dialogo”.
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