La “Goletta dei Laghi” a caccia di microplastiche sul Lago Maggiore
L’iniziativa di Legambiente alla sua 13° edizione. Obiettivo dei volontari: sensibilizzare verso un problema che riguarda anche i Verbano
La mattina di ieri, mercoledì 11 luglio una piccola barca a vela con a bordo sei persone navigava sul Lago Maggiore. L’obiettivo dell’equipaggio era uno solo: raccogliere campioni per conoscere la quantità di microplastiche nell’acqua. I volontari di Legambiente stanno studiando da anni questo particolare inquinamento in tutti i più grandi bacini italiani. Dopo essere passati per i laghi di Garda, Iseo e Como, si sono fermati per due giorni sul più grande lago della nostra provincia. I campioni sono stati raccolti nelle stesse zone degli anni passati, in modo da stabilire se la situazione è migliorata o peggiorata. Inoltre sono state controllate anche diverse aree segnalate dai cittadini tramite il servizio “Sos Goletta”.
Per studiare l’inquinamento da microplastiche i volontari della “Goletta dei Laghi” tre diversi sistemi di raccolta e analisi dei campioni.
Innanzitutto grazie ad una particolare rete in grado di catturare anche le particelle più piccole, è stato possibile calcolare la quantità per chilometro quadrato sia delle microplastiche cheinfestano la superficie del lago, sia delle nanoplastiche: frammenti ancora più piccoli ma altrettanto dannosi.
Sono stati inoltre raccolti i sedimenti di alcune spiagge, per rilevare anche in queste aree la presenza di microplastiche. Per quanto riguarda le rive del Lago Maggiore, sono state scelte tre località: una a nord, una al centro e una al sud.
Infine da quest’anno è iniziato un progetto che permetterà di analizzare la quantità di microplastiche presente all’interno dello stomaco dei pesci. Per il momento stanno collaborando con gli ambientalisti i pescatori di Solcio e dell’Isola dei Pescatori, ma si pensa di estendere l’accordo anche ad altre comunità. Lo studio si baserà su una trentina di pesci della specie Coregone di diverse dimensioni.
I campioni verranno inviati al laboratorio di Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) a Casaccia, vicino a Roma, dove saranno analizzati approfonditamente. I risultati sulla condizione dei laghi saranno disponibili questo autunno. La collaborazione tra Legambiente ed Enea nella lotta contro le plastiche è iniziata circa tre anni fa, quando l’Agenzia ha ideato e messo a disposizione la stessa rete utilizzata dalla Goletta per catturare i frammenti di plastica sulla superficie dei laghi.
Queste particelle plastiche sono un grave problema per l’ambiente e la salute delle persone, ma purtroppo non esistono sistemi efficaci per ridurre il numero dei frammenti nelle acque.
Spiega la biologa Lucia Coscia: «È necessaria una massiccia opera di sensibilizzazione sull’argomento. Per esempio è importante non gettare rifiuti di plastica come i cotton fioc nel WC, che non vengono filtrati e raggiungono intatti i fiumi, i laghi e i mari. Bisogna inoltre impegnarsi per ridurre drasticamente l’utilizzo delle plastiche usa e getta. Ogni giorno impieghiamo molte energie per produrre prodotti che vengono utilizzati solo per poche ore e che spesso vengono smaltiti in maniera scorretta».
Il risultato delle analisi sulle acque raccolte verrà reso noto a giorni dall’associazione ambientalista.
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