Lei lo perdona ma lui non è cambiato, botte e violenze fino all’arresto

In manette un 27enne che da tempo perseguitava l'ex-compagna che prima lo ha denunciato e poi è tornata con lui. Tra maggio ed agosto ancora vessazioni fino all'arresto

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Pericolosissimo, così era stato giudicato tanto da essere sorvegliato speciale da parte dei Carabinieri di Parabiago e di Legnano. Pericoloso e violento, tanto che in più circostanze aveva minacciato e picchiato la propria compagna. Proprio per questo i carabinieri di Legnano hanno chiesto ed ottenuto un aggravamento della misura per evitare che la situazione potesse degenerare.

I fatti conosciuti agli inquirenti sono iniziati nell’autunno del 2017 con una serie di aggressioni e di maltrattamenti in casa. A metà del mese di novembre, una discussione avuta in un bar per futili motivi, fece scatenare l’ira dell’uomo, un 27enne di Parabiago, tanto che furono necessarie una decina di persone, tra amici e parenti presenti, a tenerlo per impedirgli di picchiare la donna, 33enne del luogo, dopo che già l’aveva presa per la gola. Allontanato da lei si scaglio contro la sua macchina, ammaccando il portellone posteriore con una ginocchiata. Nella notte, poi, l’aveva raggiunta presso l’abitazione supplicandola di non lasciarlo, minacciando di farsi del male se fosse successo. Lei, per paura, aveva detto di no e quello che sembrava essere un innamorato pentito si era nuovamente trasformato in una furia, venendo fermato ancora dai parenti. Dopo altri venti giorni di convinenza, nuovi e reiterati episodi di violenza, aggravati anche dall’abuso di alcool. Da ciò lei aveva deciso di allontanarlo, ma senza denunciarlo.

E’ stato solo dopo l’ennesimo gravissimo episodio che la donna si è decisa a denunciare i fatti ai Carabinieri. Era successo che una notte, quando non coabitavano più, la donna nel rientrare a casa se l’era trovato nelle scale di casa. Nascosto le era saltato fuori all’improvviso dicendogli che voleva soltanto parlarle. Ma ancora una volta erano stati strattonamenti e schiaffi.

Molti di questi episodi erano avvenuti davanti alla figlia minorenne della donna avuta da un precedente matrimonio.
Numerosissime erano stati anche gli episodi di minaccia a mezzo telefono e con conversazioni di Whatsapp con le amiche della donna, dopo che lei lo aveva “bloccato” sulla sua applicazione. Queste minacce avvenivano misteriosamente mentre la ex compagna si trovava con le proprie amiche sulle utenze di queste. Situazioni inspiegabili che le angosciavano e che hanno fatto più volte pensare che l’uomo le stesse seguendo. Erano poi stati i Militari a scoprire che l’uomo, utilizzando precedentemente il telefono cellulare della vittima, era riuscito a connettersi tramite l’applicazione Whatsapp Web al suo account, tenendola costantemente sotto controllo. Bastava una foto postata o una notizia inviata ad altre persone che lui era in grado di conoscere dove e con chi fosse. Così scattava la “rappresaglia”.

Immediate erano state le comunicazioni all’Autorità Giudiziaria con la richiesta di applicazione di idonee misure cautelari. Il G.I.P. del Tribunale di Milano aveva allora disposto il “divieto di avvicinamento” all’abitazione ed ai luoghi frequentati dalla vittima. Quella che sembrava una misura prudente, teneva però già conto della incapacità a controllare i propri impulsi aggressivi, della registrata escalation della conflittualità tra i due che era sfociata in minacce ma anche in aggressioni fisiche.

L’intento era stoppare le possibilità di contatto tra l’attuale arrestato e la vittima, impedirgli, vietandolo, di avvicinarla. Già il giudice aveva avvisato, nel provvedimento, che qualora quel provvedimento fosse stato disatteso sarebbe stato sostituito con la custodia cautelare in carcere.

Ma dal mese di maggio al mese d’agosto l’uomo aveva dapprima ripreso a frequentare la donna che siera lasciata convincere.Le sue condotte violente e vessatorie sono riprese dopo poche settimane ed erano state poi registrate dai Carabinieri di Legnano e Parabiago in alcuni interventi. Minacce, percosse ed un danneggiamento dell’autovettura della donna, al momento non riconducibile all’uomo sono proseguite poi fino al 5 agosto quando i militari erano intervenuti mentre l’uomo aveva aggredito la ex compagna e sua madre, bloccandolo. Immediata la comunicazione all’ufficio GIP che ha disposto la trasformazione della misura e l’arresto dell’indagato.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 agosto 2018
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