Grazie Aldo, quanti ricordi nella sua libreria

La scomparsa di Aldo Veroni ha colpito molti cittadini, che hanno conosciuto e frequentato la sua libreria

Arte - Mostre

La notizia della morte di Aldo Veroni, scomparso in Spagna dove risiedeva da qualche anno,è stata accolta con grande tristezza.
Il sig. Aldo stato un libraio particolare, uno dei più popolari in città. I suoi consigli e suggerimenti hanno aiutato molte generazioni di lettori.

Pubblichiamo alcuni ricordi giunti in redazione


Il “signor Veroni”….per noi maestre degli anni 70 era la persona più disponibile, capace e buona che si potesse trovare in una fantastica libreria, dotata ( unica nel Varesotto!) di un vasto, prezioso ed interessante reparto di didattica…
Grazie ancora” signor Veroni”.

Orsola de Bernardi


Ho avuto il piacere di conoscere personalmente Aldo Veroni , insieme a mia sorella avevamo una cartolibreria e allora si andava a prendere i libri di testo da Veroni …. che bei tempi . Sono dispiaciuta per la dipartita di Aldo e porto alla famiglia le più sentite condoglianze .

PIN Gabriella


A Tua mamma Ines portavo sù il pane ai Barù!

Con Gigi in porta e Mondo a fare il difensore, con Loro ho giocato al pallone!

Per te ero il Cesarino!

Mi tengo questo dolce ricordo!

Cesare Campi


Aldo,

Quanti ricordi legano me e la mia famiglia ai fratelli Veroni.

Eravate parte integrante del bar Italia ,voi tifosi del Brasile sempre educati e signorili.

Ancora oggi mi ricordo quando tu mi portasti a Milano con la tua Alfetta ,credo fosse il 1975.

Voi eravate Alfisti e forse è da quel momento che lo sono diventato pure io.

Quanti ricordi nella libreria di piazza Giovine Italia,i libri della scuola segnavano la fine delle vacanze.

Aldo eri preparatissimo, conoscevi tutti i libri e sapevi dare il consiglio giusto.

Ti ricordo per la tua innata eleganza e il tuo sorriso gentile.

Addio.

Maciste, così mi chiamavate


Ciao Aldo da lassù vedrai il più bel goal di sempre ! Tuo Zico


Ancora adesso, dopo tanti anni, ogni volta che passo da via Robbioni, penso a lui e sento quanto mi manchi il suo negozio. 

La notizia della sua scomparsa rende triste questa giornata. 

Anna De Filippi


Addio, Aldo

Adriano Dellamoretta


Il signore dei libri…lo chiamavano cosi ie mie bambine già lettrici accanite. E così era. Tanta nostalgia per quei tempi quando entrare in libreria per scegliere un libro era per molti un incontro magico  col libro,  certo ,ma anche col libraio…sempre pronto a darti un consiglio. Ora i libri si comprano on line…comodo sì…ma così triste! Ciao Signore dei libri. A Dio.

Emanuela Balzaretti


Carissimo signor Aldo tutta la mia infanzia e adolescenza è legata a lei. Ricordo quando con il mio papà di cui era amico e la mia mamma venivo ancora nella sua vecchia libreria. Lei mi prendeva per mano facevamo il giro per gli scaffali e mi aiutava a scegliere i libri che Gesù Bambino mi avrebbe portato. Poi da grande stato un susseguirsi di consigli per la mia preparazione come maestra.

La ricordo con affetto e sì, mi sono sentita anche io tanto orfana quando lei ha deciso di chiudere.

Ma dopo tanti anni di onesto lavoro ha fatto la cosa più giusta, godersi la famiglia.

Da lassù avrà tante occasioni per parlare con il mio papà degli adorati libri.

Buon viaggio

Anna Soldavini


Serbo ancora nelle orecchie il suo tono di voce. “Buongiorno Signora Romano, è arrivato qualcosa che credo le piacerà”. Mia mamma era una divoratrice di libri e la libreria Veroni era il suo salotto.

Il signor Aldo, con la sua allure molto british, s’intratteneva con piacere con mamma che usciva sempre con battute precise e spesso impertinenti riguardanti i libri appena letti. Che lei voleva i più corposi possibile, gettando un occhio sdegnoso su quelli che non superavano le 180 pagine. Un luogo di meraviglie che anch’io frequentai ad ogni mio ritorno da Bruxelles fino alla chiusura, accolta con grande tristezza dalla Varese che leggeva.  Rammento ancora un grande volume giallo di Topolino edito dalla Disney che ricevetti per una Befana all’età di sette anni colmo di filastrocche che tuttora ricordo. Come indimenticabile fu un ricordo molto più triste, ma significativo, del marzo ‘del ’94. Mio padre era scomparso da poche settimane e c’erano le svendite primaverili. Mi ci recai in una grigia e fredda  mattina in cui mi sentivo particolarmente triste e sperduta. Sul bancone colmo di romanzi d’amore un libro sollecitò il mio sguardo: una storia su Padre Pio che nulla aveva da spartire con le trame leggere che lo circondavano. Lo interpretai come un messaggio nei miei confronti, l’acquistai e probabilmente lo era veramente, pensando a ciò che avvenne qualche settimana dopo. Per buona sorte, esiste ancora un filo che ci collega al mitico signor Aldo e alla sua libreria. È Luisa, sua fedele spalla, che prosegue nel suo lavoro da Ubik, come degna erede della scuola Veroni.

Nicoletta Romano


Piango l’amico Aldo Veroni vittima di una città feroce che non ha fatto mai un gesto pubblico per salvarlo. Franco Giannantoni


Con infinito affetto per il sorriso dolce e rassicurante con cui mi accoglieva in libreria

Donna Giusi …nome regalato dal sig.  Aldo


A 14 anni, entrando per la prima volta nella Libreria di Via Robbioni, ancora prima di iscrivermi alla IV ginnasio, ho sentito un amore per i libri che non mi ha più abbandonato; una passione veicolata dal nobile tratto del signor Aldo. Nella sua libreria mi ha visto crescere, assieme alla passione per i libri con testo a fronte nelle lingue originali, un pallino che mi porto ancora dietro. Sorrideva quando mi vedeva entrare: la sua compagnia era, dopo la scuola, la cosa più normale per me in quegli anni. Sapeva già che avrebbe tribolato non poco per farmi arrivare l’Andromaca col testo greco in edizione critica da Parigi o il Lexicon del Leopold, in una delle ultime copie rimaste, da Bologna. Ricordo il tono della voce, carico di soddisfazione, nel presentarmi il frutto di giorni di ricerche per soddisfare la richiesta impertinente di uno studentello impertinente di liceo. Ma la sua era una soddisfazione più profonda – lo ho capito dopo – : quella di vedere un giovane crescere, crescere nell’interesse, nell’umanità…

Un giorno mi chiese di accompagnarlo nel retro bottega: sapeva che ero credente e aprì la frase con gli anni di Cristo. La grande notizia era detta, in anticipo: dopo 33 anni si chiudeva; morte nel cuore sul viso di entrambi. Qualche giorno dopo mi si presentò con un libro: “una chicca – disse – il Germania di Tacito”. Una pregevolissima edizione critica della Oxford in brossura verde, come piaceva a me. Ma la cosa più preziosa non era Tacito; era la dedica, scritta con l’inconfondibile calligrafia tendente a destra, raffinata come era raffinata e nobile l’indole dei “grandi uomini” dei tempi andati.

Ora sono insegnante, voglio bene ai miei alunni: leggo loro in classe, sovente, le epistole morali di Seneca, altro regalo del signor Veroni, con l’invito – nell’atto del porgermelo – di leggerne una per sera. Non capirei questi ragazzi se non fossi stato “educato” all’esprit de finesse (un dono di pochi) da quei grandi uomini che mi hanno aiutato a crescere: tra questi Aldo Veroni!

Ai miei studenti, celiando su Pascal, ricordo a ritmo martellante: “La Verità non è un concetto astratto per i filosofi, è una Persona”.

E siccome è una Persona si lascia trovare da quelli che la cercano. Adesso riprenderemo le nostre chiacchierate sulla Fede, interrotte con la sua partenza per la Spagna, in modo del tutto nuovo!

Ad Deum signor Veroni!

Suo affezionatissimo

Stefano T.


Io che lettore non sono mai stato nel senso di consumatore compulsivo di libri mi aggiravo per la libreria nei pomeriggi preferendola di gran lunga ad altre e blasonate , aderendovi per istinto ..erano i tempi in cui rovistavo tra gli autori di psicoanalisi dai classici ai rivoluzionari agli eretici , in quell’ambiente un po’ in penombra nel senso di poca radiazione solare , filtrava a tratti e apriva ampi squarci di luce sui bancali di libri… Amazon era una chimera lontana e improbabile …faceva capolino tra le pile e cataste di libri un signore dall’aria molto affabile e rassicurante parlava con pacatezza , mi ispirava fiducia simpatia ..lontana anni luce dall’aspetto burbero e severo di altri concorrenti , , ,sembrava parlasse con lo sguardo ed io che mi sentivo piccino piccino al suo cospetto evitavo di incrociarlo per timore reverenziale o forse perché pensassi nascondesse un segreto o un’arcano … aveva l’aspetto nella mia immaginazione di mago Merlino forse avrebbe fatto una magia ..Era il Sig Veroni.

Paolo Maniglio


Il ricordo di Aldo Veroni è una costellazione trapunta di dettagli, a cominciare dal suo cortese e immancabile sorriso silenzioso, con il quale riconosceva il suo lettore e riannodava il filo dalla precedente visita. Probabilmente alla sua eccellente educazione si univa anche una timidezza di fondo, e il piacere del non dire mai troppo ma nemmeno mancare di alludere, per cenni, a un dialogo ininterrotto e sommesso. Così almeno è come io ho vissuto la frequenza delle sue librerie, prima quella in piazza Giovine Italia, poi quella di via Robbioni. Credo che per me come per generazioni di studenti del liceo classico, i suoi scaffali, i corridoi e le salette fitte di volumi scelti siano stati una seconda casa, che non sbiadirà mai nel ricordo, un luogo abitato con agio, mai transitato.
Anche per i miei figli l’idea di passare qualche ora rannicchiati tra i tavoloni a sfogliare i volumi illustrati era un piacere: Daniela li coccolava, mentre io spulciavo tra quei tesori.
Pure al piano inferiore dove stava la scolastica si scovavano tesori e si era accolti sempre con attenzione e simpatia.
C’era, da Veroni, una vera e inconfondibile dimensione di libreria per appassionati: calma, sostanza, nessun esibizionismo, assistenza. Era come avere accesso a una familiare biblioteca, che si lasciava acquistare.
Rimpiango anche il piacere dei corposi cataloghi per autori, allora cartacei, e le ricerche fatte su di essi, magari con il signor Veroni o Marcello al fianco, appoggiati al bancone, per rintracciare l’edizione migliore da ordinare.
Nessun altro ha preso il suo posto, in città, purtroppo.
Fa piacere pensare che il signor Veroni abbia trascorso questi ultimi anni in Spagna studiando la lingua e facendosi traduttore.
Lo saluto, insieme ai miei figli, con un grande, silenzioso sorriso.

LB | Laura Branchini


Ho saputo dells triste notizia e subito mi è affiorato un ricordo di quella bella libreria, che visitavo fin da piccola, mi potevo perdere fra gli scaffali e immaginarmi di essere protagonista di tante storie. Grazie mille signor Veroni per avermi lasciato questa immagine nella memoria e buon ultimo viaggio.

Tiziana

di alessandra.toni@varesenews.it
Pubblicato il 18 settembre 2018
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