A Varese aprono sempre più negozi

I risultati dei dati dello sportello unico delle attività produttive indicano che dal 2016 al 2018, a differenza del percepito di tante persone, la città capoluogo esprime numeri positivi. Il commento dell'assessore Perusin: "Varese è attrattiva"

Generico 2018

È diventato un luogo comune dire: “chiudono sempre più negozi a Varese”. E alcune prestigiose saracinesche abbassate, come l’ex Sisley in piazza Monte Grappa, o le vetrine di corso Moro, dietro la centralissima fermata del bus, sembrano dimostrarlo.

Ma i numeri confermano questa sensazione? I dati dal 2016 al 2018 dello sportello unico delle attività produttive (SUAV), che gestisce circa 1100 pratiche all’anno, raccontano tutt’altra situazione.

Dal 2016 a oggi il saldo tra aperture e chiusure dei negozi è ogni anno a favore delle prime: 295 contro 190 nel 2016, 349 contro 108 nel 2017, 473 contro 213 nel 2018.

Il dato delle aperture, inoltre, è in continua crescita, al contrario, delle chiusure che risultano sostanzialmente stabili: dalle 190 del 2016 alle 213 del 2018, con un record minimo di 108 nel 2017.

I dati portano a un saldo sempre positivo: +105 nel 2016, +241 nel 2017, +260 nel 2018.

Il rapporto tra aperture e chiusure dei negozi è di 1,55 nel 2016, 3,23 nel 2017, 2,22 nel 2019: il che significa che nel 2016 ad ogni chiusura apriva “un negozio e mezzo”, nel 2017 per ogni negozio che se ne andava ce n’erano più di tre che arrivavano, e l’anno scorso per ogni negozio chiuso ne sono stati aperti più di due.

Su questi dai è intervenuta l’assessore alle attività produttive Ivana Perusin.

Come valuta i numeri delle attività commerciali degli ultimi anni? 

«La città sta dando segni di positività e interesse. Per me è già evidente: i numeri poi confermano e dimostrano questa impressione».

Del resto, molte delle chiusure più “scioccanti” sono state contemperate da altrettante aperture: come la chiusura del negozio Verga  che ha portato Desigual (marca giovanil-chic di abbigliamento) e Depot (negozio di “accessori per la barba” di ogni genere). A Varese, tra l’altro sempre in piazza Monte Grappa, all’angolo di via Volta, al posto della storica cappelleria De Micheli  è sorto infatti  il primo negozio fisico d’Italia del famosissimo sito di ricerche Facile.it.

Che valore ha, per lo sviluppo della città, l’aumento delle aperture? 

«In un mondo in cui sempre di più si afferma il grande commercio on line, quello che cannibalizza i negozianti fisici, i grandi siti di e-commerce, per intenderci, il fatto che i punti di vendita fisici e fissi in città crescano è un dato ancora più positivo. Significa che c’è ancora bisogno della relazione fisica, e che la città è attrattiva».

Ma allora le serrande abbassate che tanto colpiscono l’immaginario dei varesini, a cosa corrispondono? 

«I posti chiusi, in realtà, sono sempre gli stessi, spesso centrali e per questo più evidenti. La ragione però è soprattutto economica: nel senso che in molti casi vengono richiesti affitti molto costosi dal punto di vista commerciale, con cifre che non corrispondono più al mercato del 2019. Ma finché i proprietari non adegueranno le richieste, la situazione purtroppo non potrà cambiare».

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 22 ottobre 2019
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Commenti

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  1. Scritto da carlo196

    Probabilmente i proprietari dei negozi che chiedono affitti troppo alti, attualmente fuori mercato, sperano in tempi migliori che difficilmente arriveranno quando sarebbe meglio per loro accontentarsi di poco piuttosto del niente visto che comunque le tasse si pagano anche sugli immobili vuoti.

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