Trasferimento dei voli da Linate, il territorio si prepara: “Sarà una prova impegnativa”

Per tre mesi lo scalo cittadino di Milano chiuderà e i voli saranno trasferiti: la previsione per agosto supererebbe i tre milioni di viaggiatori. I Comuni della zona di Malpensa iniziano (per tempo) ad affrontare la questione

Malpensa Generiche

«Sarà una prova impegnativa». Claudio Ventimiglia, sindaco del piccolo paese di Golasecca, è consapevole della grande sfida che si prepara: nel 2019 Malpensa dovrà accogliere l’intero traffico deviato dall’aeroporto di Linate, l’altro scalo milanese gestito da Sea che chiuderà per manutenzione della pista.

Tre mesi di voli trasferiti in brughiera, compreso il periodo di massimo picco, quello delle ferie estive ad agosto. “Trentamila voli e due milioni di passeggeri” in più complessivamente – secondo i dati anticipati dal Corriere della Sera, in un dettagliato articolo. Una quota consistente, da aggiungere ai volumi consueti di traffico dello scalo di Milano Malpensa: quest’anno, 2018, luglio ha toccato i 2,5 milioni di passeggeri, ad agosto si è arrivati a quota 2,52. Mentre Linate quest’anno ha fatto 785mila passeggeri ad agosto. Se si sommano i numeri, si può arrivare a un totale che supera ampiamente i 3 milioni di passeggeri.

E qui vanno fatte alcune riflessioni, suggerisce chi studia il mondo dell’aviazione civile. Primo: una parte dei voli potrebbe risultare ridondante, come frequenze se non come posti offerti. Traduzione: anziché operare due voli se ne fa uno solo, anziché usare un aereo più piccolo si potrebbe puntare su aeromobili con maggior numero di posti, persino ricorrendo al segmento usato normalmente per il medio raggio. E quindi: il numero di passeggeri potrebbe anche essere la somma algebrica, ma i movimenti (i decolli e gli atterraggi) sarebbero di meno. Non saranno centinaia di casi, ma considerando i grandi numeri di cui si parla in termini percentuali un minimo di incidenza ci sarebbe.

Il rumore dei decolli (e secondariamente degli atterraggi) è ancora un aspetto in primissimo piano, per chi abita intorno allo scalo. Proprio il primo che viene in mente e viene citato: «La prova generale di quanto avverrà – ragiona Ventimiglia, che in questo periodo è presidente del Cuv, il consorzio dei Comuni di Malpensa – è stata la chiusura della pista 35L, quest’anno, per tre settimane: gli aerei, nonostante le inversioni di rotte in alcuni orari, si facevano sentire, eccome, forti e continui. Chissà come sarà il prossimo anno».

Però non va sottovalutato anche il resto, il secondo aspetto. Perché se da un lato forse i movimenti dell’estate 2019 forse saranno un po’ meno della somma algebrica di Linate e Malpensa, il numero di passeggeri invece è realisticamente destinato ad esserlo. E questo è un problema articolato, che impatta su servizi: per l’accesso, ad esempio, attraverso la vituperata superstrada 336 (trafficatissima, almeno venendo dall’A8; meno se si viene dall’A4) ma anche per il traffico ferroviario (e molti Malpensa Express finiscono già ad essere sovraffollati dai pendolari locali). Poi c’è tutto il resto, per esempio la gestione dei parcheggi a lunga sosta, in gran parte affidati alla sola iniziativa privata in libera concorrenza (con le storture viste quest’estate).

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«Stamane sono stato aeroporto, ci ho messo mezz’ora piena ad arrivare da Somma al T2» esemplifica Ventimiglia. «La via Giusti da Somma è veramente inadatta, il territorio non sopporta più questo flusso di auto». C’è tempo un anno per pensarci, ma certo non si possono individuare soluzioni strutturali, al massimo interventi-tampone.
La scelta di concentrare i voli a Malpensa, quella, è inevitabile: «Già da luglio Sea ci ha comunicato i tre mesi di blocco dello scalo di Linate, dicendoci che tutti i voli sarebbero stati ripiegati altrove» ricorda ancora Ventimiglia. «Ma abbiamo poi capito che s’intende Malpensa: si pensava a una certa quota a Orio e Chiari, si era parlato dell’ipotesi ma poi alla fine si muoverà tutto su Malpensa», come ufficializzato il 23 luglio scorso.
Definire un rapporto sostenibile tra aeroporto e territorio e pensare alle infrastrutture realmente necessarie è però necessario: «Noi ci stiamo muovendo come Cuv con la proposta del Piano d’Area seguita dal professor Antonio Chierichetti di Busto: la porteremo entro fine anno anche a Regione Lombardia».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 03 ottobre 2018
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