Lezione in grotta per gli studenti delle superiori

Quarantacinque minuti di camminata guidati dagli speleologi, percorrendo anche un sentiero poco battuto che s’inerpica sulla dorsale calcarea con un panorama mozzafiato del lago

Avarie

Esperienza davvero interessante e densa di emozioni quella vissuta da due classi di 4a dell’Istituto Isis Valceresio di Bisuschio, che nella giornata di giovedì 25 ottobre scorso sono stati accompagnati dal Gruppo Speleologico Prealpino in visita presso la grotta “Tana della Volpe”, cavità naturale che si apre sui monti sopra Brusimpiano.

Agevolati dalla calda e soleggiata giornata di un autunno piuttosto anomalo, il folto gruppo di ragazzi ha raggiunto in autobus il paese sul lago Ceresio, proseguendo poi a piedi lungo il viottolo che sale verso Ardena, immersi nella splendida cornice di monti che custodiscono innumerevoli bellezze naturali, tra le quali rientra certamente la grotta. Quarantacinque minuti di camminata guidati dagli speleologi, percorrendo anche un sentiero poco battuto che s’inerpica sulla dorsale calcarea con un panorama mozzafiato del lago.

Gli studenti, coordinati dalle professoresse Antonietta Mondo e Silvia Catalisano, versando la giusta dose di fatica hanno così raggiunto il sospirato ingresso, seminascosto da una vegetazione ancora molto rigogliosa, organizzandosi subito per le visite guidate. Causa l’elevato numero di partecipanti e le modeste dimensioni della grotta, si è optato per suddividere i presenti in due distinti gruppi, che sono potuti entrare alternandosi.

Gli speleologi Guglielmo Ronaghi, Barbara Giuliani, Simone Zonin e Stefano Nadile hanno quindi coordinato la visita nel sottosuolo, garantendo in primo luogo la sicurezza dei ragazzi e illustrando loro i fenomeni naturali che hanno determinato la formazione della grotta, soffermandosi qua e là per mostrare soprattutto le belle concrezioni ivi presenti.

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La progressione nella Tana della Volpe è piuttosto semplice, come giustamente si addice ad una scolaresca, tuttavia non si tratta di un percorso particolarmente comodo, si devono anche affrontare alcuni passaggi di ridotte dimensioni, dove occorre addirittura strisciare.

Tali difficoltà comunque non hanno creato alcun problema ai ragazzi, che si sono dimostrati davvero coraggiosi e soprattutto divertiti da questo tipo di percorso. L’ingresso della grotta, un portale ad altezza d’uomo seguito da una camera sotterranea, è conosciuto sin da tempi lontanissimi, tant’è vero che molto probabilmente venne anche utilizzato come riparo in epoca preistorica.

Fu negli anni ‘60 che grazie alla felice intuizione di uno speleologo milanese venne intrapreso un scavo nella zona più interna della camera, ricavando così un cunicolo di una decina di metri che conduce ad una serie di gallerie e sale riccamente adornate da concrezioni, fenomeni naturali piuttosto rari nelle grotte del Varesotto. Lungo il percorso sotterraneo vennero poi forzate altre strettoie, che permisero ai primi esploratori di visitare tutti gli ambienti della grotta, portandone lo sviluppo planimetrico a circa 300 metri.

I primi fortunati che ebbero l’opportunità di ammirare le meraviglie naturali custodite al suo interno, narrarono di stupende stalattiti e stalagmiti, con addirittura una foresta di candidi steli, lunghe cannule naturali finissime e delicatissime, che lasciarono senza parole gli speleologi. Col trascorrere del tempo la notizia di questa singolare scoperta purtroppo si diffuse a macchia d’olio, specialmente nei paesi limitrofi, e ciò fu causa di una parziale deturpazione della grotta, poichè molte formazioni calcitiche vennero addirittura segate e portate via come trofeo.

Nonostante questo triste aspetto, la Tana della Volpe conserva al suo interno ancora una discreta quantità di formazioni calcaree, specialmente nella zona terminale, ed è per tale ragione che periodicamente le scolaresche amano visitarla.

Il Gruppo Speleologico Prealpino da anni coordina le escursioni al suo interno, sensibilizzando i ragazzi alla necessità di valorizzare e salvaguardare questi delicati fenomeni naturali, con particolare riferimento alle forme di vita e alle formazioni minerali presenti al suo interno. I due gruppi di studenti hanno quindi percorso quasi tutta la grotta, un’ora trascorsa nel sottosuolo per dedicarsi ad osservare, fotografare e comprendere i meccanismi che hanno portato alla sua formazione. Appena usciti i ragazzi si sono quindi ritrovati davanti all’ingresso per poi incamminarsi verso il paese, tutti piuttosto sporchi, bagnati ma particolarmente eccitati per l’entusiasmante avventura appena vissuta.

Le scuole e le Associazioni interessate ad organizzare una visita guidata in grotta posso contattare il Gruppo Speleologico Prealpino inviando una richiesta a: info@speleoprealpino.it

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 08 novembre 2018
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