Ho imparato a non nascondere la mia malattia

Mara è un'insegnante che si è dovuta fermare per prendersi cura di se stessa. Ha lottato contro il tumore al seno e ha imparato che "occorre volersi bene"

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Mara, che ha combattuto contro un nemico “bastardo”, un tumore al seno, che ha messo a dura prova le sue certezze e l’ha costretta a vedere la vita con occhi nuovi


È passato un anno … quasi un anno da quando è stato asportato il “bastardo” come lo chiamo io…

Un anno complicato, ma ricordo tutto come se fosse ieri, ricordo nitidamente ogni singola parola, ogni singola persona, ogni singolo dolore. Sento ancora il rumore fuori e dentro di me, perché ho imparato ad ascoltare il mio corpo: rumori strani, dolori strani, insopportabili.

Li ho sopportati e li sto sopportando. Ho imparato durante la chemioterapia che la testa vorrebbe fare delle cose, ma che il corpo può non rispondere, ho imparato a non nascondermi, a parlare del mio dolore, della malattia, della paura. Ho imparato che quando la radioterapia brucia la tua pelle, devi fermarti, fare un grande respiro ed aspettare che tutto passi. Ho imparato poco, ad accettarmi davanti allo specchio, a non vedere più ciò che ero, per far spazio a qualcuno di nuovo, di sofferente, di diverso.Un’altra me.

Ho continuato a “mettermi nelle mani di … “ a fidarmi.” come quando i genitori dei miei alunni, mi affidano  e mettono nelle mie mani i loro figli… ( ciò che di più prezioso un genitore possiede) “mi sono messa nelle mani di chi mi avrebbe curata” per tornare, come dopo una giornata  trascorsa a scuola, a casa, da chi mi ama.
(e ho fatto bene)

Ho imparato che il silenzio aiuta a riflettere e che la musica ti porta altrove.. perché anche se sei sul letto di un ospedale con delle cuffiette puoi, chiudendo gli occhi..essere ovunque…e………..

…Puoi pensare che il drenaggio che ti fa malissimo, sia una costosa borsetta che poi, arriverà per Natale ( ed è arrivata).Ho continuato a sorridere, nonostante tutto, anche se chi mi conosce (anche poco) ha colto la tristezza nei miei occhi.

I miei occhi color miele misto al verde… quel colore strano, quegli occhi che hanno sempre avuto  conforto, presenza, curiosità per tutti e che forse nei momenti peggiori hanno cercato disperatamente aiuto e non sempre l’hanno trovato. ( a scuola guardo sempre tutti i bambini, li chiamo per nome, li saluto tutti perché tutti sono importanti e tutti devono sentirsi accolti e protetti)

Avrei voluto a volte trovare uno sguardo, un conforto… perché no ..avrei avuto bisogno di quell’ abbraccio forte …Dio solo sa …quanto avrei voluto essere stretta in un caldo abbraccio… e invece … quante persone sono scappate…. 

Quante cose potrei dire, quante… niente sarà come prima, niente. Tutto apparentemente è uguale… ma non è così. La certezza è che nonostante tutto la vita è meraviglia e che questa meraviglia si chiama Leonardo, si chiama famiglia, si chiama bambini e scuola, si chiama respiro… bellezza, musica.. 

Devo continuare a riempire la mia vita di bellezza e di tutto ciò che mi fa stare bene.( qualcuno di magnifico sta arrivando e mi chiamerà zia )

Se stai leggendo questo post… ricordati di sorridere sempre, di fare ciò che ami fare anche se non è condiviso da chi vive con te, di  far battere il cuore e di ascoltarlo. Ricordati che non ci sei solo tu … ma tu vieni per prima, ricordati di volerti bene. Ricordati che nelle piccole cose a volte si trova qualcosa di grande, ricordati di non lasciare solo nessuno … prenditi cura di te stesso per riuscire a capire chi ti chiede silenziosamente aiuto.Ricordati di essere felice.

Ricordati che la vita è meraviglia… 

ah il 5 Dicembre sarà “il mio compleanno”!! Il giorno della mia rinascita…

Grazie sempre a chi non mi ha lasciata sola, anche se sola lo sei sempre.

Mara 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 dicembre 2018
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