Aiutiamo i ragazzi a essere “occupabili”

La fondazione Sodalitas allarga la rete dei partner a IdeaLab e porta nelle scuole la cultura di impresa grazie a un gruppo di ex manager volontari. «ll problema per chi non lavora non sono solo i soldi. La mancanza di lavoro crea problemi di identità nella persona»

Economia generiche

Con la morte del posto fisso e garantito, nel mercato del lavoro si fa largo il concetto di occupabilità. Non è un concetto così scontato e facilmente declinabile nella realtà, ma oggi rappresenta l’asticella che ogni giovane è chiamato a superare se vuole prendere in mano il proprio destino di lavoratore-cittadino. Sul territorio grazie a un bando del Miur nel 2017 è nato il laboratorioIdea.Lab, dedicato appunto al tema dell’occupabilità. «Con questo termine si intende un’attitudine utile per concepire il proprio benessere di cittadinanza – dice Luca Mari, docente della Liuc e direttore del laboratorio – il problema per chi non lavora non sono solo i soldi, perché la mancanza di lavoro crea problemi di identità nella persona». (nella foto da destra: Elisabetta Rossi, Francesco Carvelli, Carlo Manzoni, Luca Mari, Silvio Faschi, Alessandro Caielli e Giuliano Modesti)

Il laboratorio si rivolge a una rete di scuole del territorio con la possibilità di estendere la platea a soggetti esterni. Nel caso di Varese è stato esteso ad alcune associazioni di categoria, come Univa e Confartigianato, e alla fondazione Sodalitas. Quest’ultima, grazie al lavoro volontario di una trentina di manager in pensione, collabora con diciotto scuole della provincia sui temi relativi al lavoro, all’imprenditorialità e alla formazione, con un bilancio di tutto rispetto: quasi tremila studenti coinvolti, 125 corsi, 750 ore in aula e 26 progetti messi in campo, di cui quattro già conclusi.  «In questi anni il lavoro della nostra fondazione è aumentato molto – spiega il presidente Carlo Manzoni – quindi abbiamo bisogno di nuovi volontari per portare le nostre competenze, oltre che nelle scuole, anche negli enti pubblici, nelle onlus e tra i professionisti».

Sodalitas sta seguendo due nuovi progetti di impresa simulata per rafforzare il rapporto tra mondo della scuola e mondo dell’imprenditoria. All’Iis Carlo Alberto Dalla Chiesa di Sesto Calende, per esempio, gli studenti stanno progettando un drone in chiave agricoltura 4.0. «Come Sodalitas – spiega il manager Francesco Carvelli – abbiamo aiutato la scuola a trovare un ‘azienda che potesse affiancare gli studenti. In questo caso si tratta della MPE, azienda specializzata nella produzione di schede elettroniche». Con l’agraria dell’Isis Ponti di Somma Lombardo c’è il progetto di rivitalizzare una serra di piante officinali, mentre con l’istituto geometri si sta studiando la possibilità di realizzare case in legno per il settore turistico in collaborazione con la ditta Novello. In una logica di rete, è stata coinvolta anche la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, l’unico istituto di credito che si può fregiare  legittimamente del titolo di “banca del territorio“.

«La cultura di impresa serve ai giovani – sottolinea Elisabetta Rossi, dirigente scolastico dell’Iis dalla Chiesa di Sesto Calende – ed è una scelta che noi abbiamo fatto da tempo perché fare impresa simulata vuol dire ribadire l’importanza delle competenze di cittadinanza. Far riflettere i ragazzi sulla loro capacità di essere imprenditori e al tempo stesso tecnologici. Infine, il valore di collaborazione con Sodalitas è alto: noi impariamo tantissimo sul versante impresa, loro su quello della didattica».

Tra i progetti futuri da realizzare con Idea.Lab c’è anche un’indagine sull’alternanza scuola-lavoro che il prossimo anno cambierà pelle e anche nome, per diventare Cto. «Di fatto esiste già una storia – conclude Mari – Analizzandola si può capire cosa ha funzionato e le cose che gli studenti hanno o non hanno imparato».

di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 15 febbraio 2019
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