Sartori: “A volte l’opera è migliore dell’artista che l’ha prodotta”

Inaugurata la mostra dell'artista samaratese Tino Sartori. Kéramos resterà aperta fino al 22 aprile

Keramos a Maccagno

La ceramica irrompe negli spazi del museo Parisi di Maccagno con la sua carica simbolica e artistica. In un bel sabato, quasi primaverile, è stata inaugurata Kéramos, la mostra di ceramiche di Tino Sartori.

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“In questo spazio molto bello ho portato opere frutto di tanto lavoro e di epoche e significati diversi. La mia ricerca – ha detto l’artista – parte da una materia naturale come l’argilla, mantenendone il proprio carattere, ma anche cercando di darle nuova vita attraverso smalti e colori. Non ho portato solo i pannelli, ma anche diverse statue che richiamano un popolo in cammino. Un lavoro che ha forti significati simbolici, ma credo che le opere non vanno raccontate, perché ognuno può coglierne aspetti diversi. A volte l’opera è migliore dell’artista che l’ha realizzata e succede anche a me di scoprirne qualcosa di nuovo ogni giorno”.

Kèramos è un lungo progetto a cui Tino Sartori ha dedicato gli ultimi anni della sua trentennale esperienza con la ceramica. Nel 2011 ha realizzato un libro dallo stesso titolo. Un mix tra immagini e riflessioni che si aprono con una frase forte.  “Tra le mani la terra prende la forma dell’emozione, attraverso un lento e curato gesto guidato dall’occhio che a volte acconsente entusiasta, altre sbadiglia annoiato e comanda il risveglio affinché l’atto creativo sia fresco ed anche audace”.

Tino Sartori insegna arte in un liceo di Gallarate, ma non ha mai smesso di viaggiare alla ricerca della profondità e della scoperta delle emozioni che il cammino, anche quello a piedi e spesso solitario permette. “L’artista, quando è tale, compie quel puro cammino di cercare qualcosa di prezioso nella sfera dell’impersonale pur restando nella contraddizione che dovrà manifestarlo attraverso la sua personalità, rilegata, con ogni sforzo, al ruolo di strumento dell’agire artistico e non come cifra principale dell’opera. Gli antichi greci lo sapevano e i loro artisti non firmavano le opere”.

La mostra di Tino Sartori è una novità per il museo Parisi e lo ha sottolineato il sindaco Fabio Passera. “Non avevamo mai fatto una esposizione con opere di ceramica. È una bella scoperta e sono felice di ospitare questi lavori bellissimi”.

Keramos a Maccagno

“Siamo particolarmente lieti di questa nuova manifestazione culturale – ha raccontato l’assessore Alessandro Fazio – Dopo i festeggiamenti e le numerose rassegne allestite per il nostro ventesimo compleanno, riprendiamo a progettare. Il 2019 sarà per noi un nuovo anno di lavoro: dodici mesi che proseguono e rinsaldano i nostri obiettivi e desideri, anche grazie e attraverso i lavori che Tino Sartori generosamente offre allo sguardo dei nostri concittadini ma anche dei tanti visitatori, amici e turisti”.

All’inaugurazione hanno preso parte decine di cittadini, diversi dei quali provenienti anche da posti lontani della provincia come Samarate, da dove arriva l’artista, Gallarate con alcune studentesse, Varese, Malnate, Arcisate, ma anche dall’altra sponda del lago Maggiore.

Con la curatrice Clara Castaldo erano presenti anche Lara Treppiede, direttrice del museo Bodini, e Franco Crugnola che ha presentato il quarto numero di Real Art, un progetto che contiene opere uniche ed autografe di artisti contemporanei e che viene realizzato sostenere un’associazione che opera senza fine di lucro sul nostro territorio. Quest’anno il contributo verrà devoluto alla “mensa dei poveri Pane di Sant’Antonio – Casa della carità Onlus” di via Marzorati a Varese.

L’esposizione sarà aperta fino al 22 aprile il venerdì dalle 14.30 alle 18.30 e sabato e domenica 10-12 e 14.30-18.30

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 febbraio 2019
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