Ceresio “banco di prova“ per piattaforme galleggianti

Una tesi discussa al Politecnico ha utilizzato proprio il Lago di Lugano come tema di studio per le sperimentazioni. Il caso Botel

Avarie

Il 4 marzo scorso lo studente Gioele Monno di Como ha conseguito la Laurea di Primo Livello della Scuola di Ingegneria Civile e Ambientale del Politecnico di Milano, discutendo un elaborato di tesi che ha a che fare con Porto Ceresio.

Il titolo della tesi era infatti: “Piattaforme galleggianti e loro modalità di ancoraggio. Un caso di studio: Botel 2.0 sul lago a Porto Ceresio“.

Il relatore, l’ingegner Riccardo Aceti, di Varese, descrive così il lavoro del suo allievo: «Gli studi hanno riguardato particolarmente le varie modalità di ancoraggio dei sistemi galleggianti, valutando soluzioni per diversi tipi di fondale. Lo scopo principale, infatti, «è stato quello di mettere in luce come oggi sia possibile realizzare piattaforme o passerelle galleggianti in diverse condizioni, garantendo un’opportuna stabilizzazione insieme ad un adeguato comfort per l’utilizzatore, il tutto associato a principi di ecocompatibilità e di rispetto dell’ambiente circostante».

Il caso di studio del Botel di Porto Ceresio si è sviluppato con la preziosa collaborazione e disponibilità del sindaco di Porto Ceresio, Jenny Santi, e del promotore del Botel 2.0, geometra Gaetano Gucciardo.

«Ritengo molto importante» continua Aceti «il fatto che un giovane studente si sia avvicinato con entusiasmo alle realtà del territorio insubrico, studiando un caso reale su cui porre le basi del proprio lavoro universitario. Insomma, un caso di amore per lo studio attraverso l’amore per il proprio territorio, un bell’esempio per i giovani».

Qui sotto: Gioele Monno nel giorno della laurea

Porto Ceresio - varie

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Pubblicato il 22 marzo 2019
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