Gli scienziati sono riusciti a trasformare la CO2 in carbone
Il possibile impatto, ovviamente in positivo, sull'ambiente mi pare ovvio. La notizia è che il metodo messo a punto al Royal Melbourne Institute for Technology lavora a temperature più contenute rispetto al passato ed a costi più bassi
L’obiettivo è chiaramente quello di ridurre la concentrazione in atmosfera dell’anidride carbonica, responsabile del riscaldamento globale. La novità è che un team di ricercatori del Royal Melbourne Institute of Technology è riuscito a farlo con un procedimento economico e, soprattutto, eseguibile a temperatura ambiente.
La procedure seguite fino ad oggi, infatti, richiedevano alte temperature. Circostanza che ha reso difficile l’industrializzazione delle tecniche messe a punto dagli scienziati. Almeno fino ad ora, perché i risultati dello studio pubblicato su Nature Communications promette di cambiare le carte in tavola.
Il gruppo di ricerca, guidato dalla dottoressa Dorna Esrafilzadeh, ha utilizzato una lega di metalli liquidi composta da gallio, indio, stagno e cerio inseriti in un contenitore di vetro attraversato da un cavo elettrico. Una volta inserita la CO2 all’interno del contenitore e immessa corrente nel cavo, gli scienziati hanno osservato la formazione di lamine di carbone sulla superficie della lega. Lamine che possono essere facilmente rimosse così che il processo possa essere ripetuto.
Un modello economico, dunque, e decisamente scalabile a livello industriale. Senza contare che, come spiega Esrafilzadeh, «il carbone prodotto in questo modo è in grado di immagazzinare la carica elettrica, diventando di fatto un supercondensatore. E questo apre a possibili utilizzi come componente dei veicoli del futuro».
Per quanto già le applicazioni attuali di questa tecnica promettono di avere un deciso impatto nella lotta al cambiamento climatico. Su un pianeta che fatica a ridurre le emissioni di CO2, un rapporto del Global Carbon Project afferma anzi che nel 2018 è stato raggiunto un livello record di anidride carbonica immessa nell’atmosfera, una tecnologia che a costi ridotti sia in grado di catturare quella già presente e di ridurne la concentrazione potrebbe rappresentare un punto di svolta nel contrasto al riscaldamento globale.
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