Openjobmetis, illusione e naufragio: Avellino recupera da -23 e vince

Incredibile sconfitta dei biancorossi in Irpinia: dominata la prima metà di gara la squadra di Caja sbaglia tutto nella ripresa e favorisce il ritorno della Sidigas che in volata non perdona (71-76)

Openjobmetis - Banco di Sardegna

La squadra che non molla mai, stavolta l’ha combinata grossa. Lasciamo perdere il risultato, 76-71 ad Avellino, che in un altro momento o in un’altra partita sarebbe un normale finale dal PalaDelMauro. Guardiamo all’andamento di una partita maledetta, illusoria e poi dolorosissima: la Openjobmetis domina in modo clamoroso i primi 20′, va al riposo sul +23 con percentuali irreali dall’arco e palloni spinti anche dalla dea bendata che crivellano il canestro dei padroni di casa.

Poi la luce si spegne, e non si riaccende più: 9 punti nel terzo periodo, 9 nel quarto, 2/14 nel tiro pesante e una sequela di errori da basket dell’orrore anche da parte dei giocatori – Avramovic in primis – che hanno fatto le fortune di questa formazione. Un regalo enorme che Avellino, pur incompleta e incerottata, sfrutta nel migliore dei modi: completando la rimonta, sorpassando al momento giusto e dando anche l’ultimo colpo di acceleratore mentre Varese ha terminando l’opera con una palla persa a metà campo e una dalla rimessa laterale. Un naufragio in piena regola, difficile da spiegare, da capire. E – da parte nostra – pure da raccontare.

Un crollo che rischia di dare una svolta negativa a un’annata fino a qui scintillante: vincere ad Avellino avrebbe significato sorpasso alla Sidigas (magari anche ribaltamento del -4 dell’andata), quarto posto insieme a Brindisi, altro passo deciso in direzione dei playoff, iniezione di fiducia enorme in vista del ritorno di coppa, mercoledì a Masnago. E invece tutto il disegno è andato in fumo, e non sarà facile resettare il cervello anche perché gli impegni all’orizzonte si preannunciano durissimi. Toccherà proprio a loro, a Caja e ai giocatori, trovare le forze per risollevarsi e per cancellare i segni che partite del genere possono lasciare sulla pelle e nella carne.

Lasciando, quindi, alle pagelle il dettaglio sulle prove dei singoli, azzardiamo però una domanda: davvero questo Ronald Moore non verrà messo in discussione? Anche ad Avellino il playmaker non è riuscito a incidere, a dare ritmo ai compagni, a vincere i duelli in difesa, a trovare soluzioni personali o collettive all’attacco. Chiaro: non è stato l’unico problema della serata (di Avramovic abbiamo accennato, ma pure San Tommy Scrubb ha trascorso lunghi minuti senza prendere uno straccio di iniziativa…), ma è indiscutibile che dalla regia non si è visto un pizzico di polso, non un sussulto, non un’azione fuori dall’ordinario. E una squadra senza bomber designati come la Openjobmetis non può prescindere da una gestione perfetta dell’attacco, cosa che questo Moore non è in grado di dare.

 COLPO D’OCCHIO

Pubblico meno numeroso che in passato al PalaDelMauro di Avellino, complice anche la bella giornata e l’orario anticipato rispetto al consueto posizionamento delle partite di Serie A. Il palasport irpino è comunque piuttosto caldo visto che la curva locale risulta piena e rumorosa. Minuto di silenzio prima del via in memoria di Alberto Bucci, grande allenatore in passato e ancora presidente della Virtus, scomparso sabato sera.

PALLA A DUE

Torna in quintetto base Dominique Archie dopo aver lasciato spazio a Ferrero contro Reggio Emilia e Prishtina dove l’americano è stato il migliore in campo. Tutto invariato per il resto in “casa Caja” mentre sull’altra panchina Vucinic ha ben più problemi: Nichols non rientra come sperato da quelle parti mentre anche Filloy, alle prese con problemi alla schiena, non va a referto. Già certe le assenze di D’Ercole, Young e ovviamente Costello (stagione finita). Regia tra Harper e Sykes con Avramovic che inizialmente marca quest’ultimo.

Moore è un caso disperato, ma stavolta crolla anche Avramovic

LA PARTITA

Un canestro di N’Diaye regala l’unico vantaggio ad Avellino che ritroverà la testa della partita solo nell’ultimo minuto di gioco. Perché gli irpini partono con il freno a mano tirato, specie nel tiro pesante, mentre Varese trova canestri da tutti gli uomini in campo e mette alle corde i padroni di casa: 5 triple a segno, percentuali altissime, difesa puntuale. Il vantaggio esterno si impenna subito e arriva al 10′ sul 15-27 con il solo problema legato ai falli di Archie, tre in pochi minuti contro Green. Per l’ala varesina anche una incredibile tripla su… passaggio diretto a Cain e finito nel canestro.
Il secondo quarto fila via alla stessa maniera: Tambone in regia è preciso e puntuale, Ferrero colpisce da fuori sfruttando una difesa che lo dimentica. Iannuzzi sigla il +20, Cain il +22 mentre Avramovic sulla sirena inventa una magia in dai-e-vai correndo il campo in appena 3” con tripla in corsa conclusiva per il massimo vantaggio, 30-53. Irpinia ammutolita e partita che sembra assegnata.
Già sembra, anche se al rientro in campo suonano subito i campanelli d’allarme perché in 3′ la Sidigas mette sul tabellone un parziale di 10-1. Le triple di Archie e Avramovic paiono allontanare la minaccia ma non è così: Avellino ha ormai riacceso Sykes e Green e mangia metri su metri mentre Caja – un po’ per via dei troppi falli, un po’ perché… chi lo sa – azzarda un quintetto che non può andare da nessuna parte. E viene punito dal 54-62 del 30′.

IL FINALE

Otto punti che si potrebbero ancora amministrare, se nelle fila di Varese non ci fosse ormai la paura folle di perdere la partita. Un sentimento che annebbia le idee, fa tremare le mani, appesantisce le gambe. Moore in regia non riesce mai ad attivare l’attacco, le ali iniziano a lasciare il campo per falli (28-19 il computo totale: qualche rilievo agli arbitri ci starebbe anche…) mentre Avramovic colleziona una serie di errori irreali in penetrazione. Cain su uno di questi ci mette una pezza in tap in, ma è l’ultimo sussulto di una Varese superata la prima volta da una tripla di Harper e poi definitivamente da Udanoh e Caleb Green. Per rendere tutto più brutto, dopo l’ultimo +1 la OJM conquista rimbalzo ma poi perde palla – tra Moore e Avra – su un normale passaggio. E poi, con il timeout della disperazione di Caja, si riprende con una rimessa che Moore offre a Scrubb e che il canadese non trattiene. Due “pennellate” che riassumono un incubo.

Caja amaro: “Mancate esperienza e personalità”

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SIDIGAS AVELLINO – OPENJOBMETIS VARESE 76-71
(15-27, 30-53; 54-62)

AVELLINO: Sykes 11 (2-6, 1-6), Harper 14 (4-6, 2-7), Silins 3 (0-2, 1-7), Green 19 (5-8, 0-3), N’Diaye 5 (2-3); Udanoh 10 (4-6), Campani (0-1 da 3), Sabatino 2 (1-1, 0-1), Campogrande 12 (3-7 da 3). Ne: Bianco, Guariglia, Spizzichini. All. Vucinic.
VARESE: Moore 7 (2-3, 1-6), Avramovic 14 (3-10, 2-5), Scrubb 9 (3-7, 1-5), Archie 9 (0-3, 3-5), Cain 11 (3-8); Iannuzzi 2 (1-3), Natali (0-1), Salumu 4 (1-2 da 3), Tambone 6 (0-1, 2-4), Ferrero 9 (0-2, 2-4). Ne: Gatto, Verri. All. Caja.
ARBITRI: Lanzarini, Sardella, Belfiore.
NOTE. Da 2: A 18-32, V 12-38. Da 3: A 7-32, V 12-31. Tl: A 19-27, V 11-16. Rimbalzi: A 44 (12 off., Udanoh, Green 10), V 38 (10 off., Cain 10). Assist: A 22 (Sykes 11), V 13 (Ferrero 3). Perse: A 11 (Green 6), V 10 (Moore 3). Recuperate: A 4 (4 con 1), V 4 (4 con 1). Usc. 5 falli: Ferrero, Salumu, Archie.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 marzo 2019
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