Sant’Imerio, quando una via chiusa paralizza un’intera città

Che da via Sant'Imerio "passassero tutte le auto della città" per i residenti di Bosto era chiaro. E diventato, drammaticamente, chiaro a tutti con il tetto caduto in strada. Le soluzioni, indagate tempo fa in un incontro

Generico 2018

Quando una via chiusa paralizza un’intera città, forse è il caso di porsi qualche domanda. Se poi si tratta di pochi metri, e quei pochi metri mandano in tilt non solo tutto il centro di Varese ma anche le vie di accesso più importanti, allora il problema è da affrontare.

Un problema che, per i residenti di Bosto, è ben chiaro, ed è stato ribadito in un recente incontro pubblico, organizzato dei consiglieri del quartiere Enzo Laforgia e Lorenzo Macchi, che li ha messi a confronto con l’assessore a mobilità e lavori pubblici Andrea Civati: su via sant’Imerio si scarica da un paio di decenni tutto il traffico di Varese, come punto finale del famigerato “Ring”. Una scelta che ha reso una tangenziale quella che una volta era una via residenziale del centro.

Il caso del tetto scoperchiato dal vento, la cui rimozione ferma tutta la città, è esemplare: è la prova evidente di quello che gli abitanti vivono da anni.

“E SE CHIUDESSIMO L’ENTRATA DELL’AUTOSTRADA?”

«Credo che Varese sia l’unica città in Europa ad avere un’autostrada che entra direttamente in centro città – ha sottolineato Carlo Mazza, che oltre ad essere un cittadino di Bosto, è anche presidente di Italia Nostra Varese – Io un’idea, un po’ choc, ce l’avrei: aboliamo la bretella autostradale che porta al centro della città. Al suo posto mettiamo un grossissimo parcheggio, da cui può partire la navetta per il centro. Risolveremmo un grande problema, alleggerendo via Magenta e via sant’Imerio».

In alternativa: «Si potrebbe semplicemente inibire l’entrata verso Milano. Così si eviterebbero le auto che entrano da via sant’Imerio, perchè chi vuole prendere l’autostrada per Milano sarebbe costretto ad andare in viale Europa».-

Una ipotesi affascinante ma certamente rivoluzionaria del traffico, guardando com’è andata negli ultimi 20 anni: ma almeno da valutare, per cambiare i soffocanti flussi di traffico della via. Soffocanti in senso stretto: Domenico Greco, che abita sopra la farmacia, all’incontro si era presentato con una cartelletta piena di carte che testimoniano l’inquinamento dell’aria in via sant’Imerio, a cura di Arpa Lombardia. «Lo dico da anni, ma qua nessuno fa niente. Nei primi anni 90 ho vinto il concorso “Balconi fioriti”. Adesso le piante sul mio balcone muoiono».

UNA SOLUZIONE DIFFICILE SENZA CAMBIAMENTI CHOC

Quella di cercare di “disingolfare” l’entrata per l’autostrada è un problema che il comune di Varese ha già cercato di affrontare: reintroducendo il doppio senso in via Metastasio e ponendo in via Copelli un cartello indicatore “strategico” per le autostrade, ora perlomeno una prima alternativa per uscire dalla città senza passare da via san Michele e via sant’Imerio. Un particolare notato dai residenti di Bosto, ma ancora insufficiente: un po’ perché le abitudini sono dure a morire, e un po’ perché forse l’ingresso in autostrada non è l’unico problema.

Il “ring”, infatti, costringe a girare sullo stesso percorso non solo per raggiungere l’autostrada, ma anche per andare da una parte all’altra di Varese, e addirittura per andare da una parte all’altra del centro città. «Sappiamo che questo è un problema che vi siete ritrovati come amministrazione, e che sono oramai parecchi anni che la situazione è questa. Ma da voi ci saremmo aspettati un segno, per farci capire che stavate ragionando su questa zona, che volevate cambiare questa situazione. Perchè non fate almeno una sperimentazione, o un controllo dei passaggi? » è stata la domanda di uno dei residenti all’assessore.

«In realtà non è cosi facile: non è possibile, in un punto cosi trafficato, andare per tentativi. Quello che stiamo già facendo è uno studio sull’impatto del traffico in certi punti della città: i risultati delle analisi dovrebbero arrivarci entro i primi di settembre – ha risposto Civati – Chiederò però ai viabilisti di darci qualche soluzione specifica per il problema di via san Michele, sant’Imerio e Magenta, soluzioni che mi impegnerò a presentare a voi».

Ora, la riflessione è diventata urgente: un tetto caduto in via sant’Imerio potrebbe – o certamente, dovrebbe – far ripensare la viabilità in tutto il centro città al più presto.

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 26 marzo 2019
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