Cascina Martignoni, la Soprintendenza: «È zona archeologica»

Nell'ultimo consiglio comunale è stato approvato il piano di recupero dello stabile di via Piave ormai molto compromesso, ma le "Belle Arti" chiedono cautela: non lontano dalla chiesa parrocchiale di San Vittore Martire si ipotizza la presenza di reperti di epoca romana

Cascina Martignoni Buguggiate

Pareva ormai tutto fatto e invece è arrivato, come una doccia gelata, il parere della Soprintendenza archeologica. I lavori all’ex cascina Martignoni potranno partire finalmente con il benestare di tutto il consiglio comunale che oggi, mercoledì 10 aprile, come ultimo atto ha approvato il piano di recupero dello stabile di via Piave, in pieno centro storico, ma sotto lo sguardo attento delle “Belle Arti”. Il che, tradotto, significa un ulteriore allungamento dei tempi.

Una vicenda che va avanti da anni e che rappresenta, insieme a Villa Scazza, una grossa spina nel fianco per l’amministrazione. Questo doveva essere l’ultimo atto: l’approvazione di una variante al piano di recupero che avrebbe dato il via ai lavori, un’opera imponente suddivisa in tre lotti, che prevede la realizzazione di alcune villette, di parcheggi e di una sala civica (tutto il progetto e le tavole sono pubblicate sul sito del Comune di Buguggiate a questo link)

Cascina Martignoni Buguggiate

Poi, l’8 aprile è arrivato il parere della Soprintendenza che dice testualmente: “Con riferimento al piano urbanistico indicato si comunica che il comparto è localizzato in area a rischio archeologico, in quanto non lontano dalla chiesa parrocchiale di San Vittore Martire, dove in seguito a ritrovamenti di materiale è stata ipotizzata la presenza di livelli archeologici di epoca romana.

Dal momento che si ritiene di non poter escludere la possibilità di impatto di futuri lavori di scavo e sbancamento (anche se di lieve entità) con eventuali depositi archeologici ancora conservati nel sottosuolo, si richiede che in sede di rilascio del successivo titolo edilizio per la costruzione venga segnalata la necessità di sottoporre la documentazione progettuale relativa all’intervento a questo Ufficio per le valutazioni in merito all’impatto dei lavori sul sottosuolo e per le eventuali prescrizioni di tutela”.

«Siamo davvero molto sorpresi – ha commentato il sindaco Cristina Galimberti – La Chiesa di San Vittore è piuttosto distante e che anche sotto l’ex cascina Martignoni ci siano reperti storici ci pare improbabile. Comunque non possiamo che prendere atto del parere della Soprintendenza: l’amministrazione che dovrà occuparsene in futuro dovrà tenere conto delle richieste avanzate dalle Belle Arti, che inevitabilmente allungheranno i tempi della ristrutturazione. Peccato perché la realizzazione di una sala civica in tempi brevi era un desiderio di molti, oltre che un’esigenza».

Quel che è certo è che la cascina ha bisogno di un intervento urgente e radicale: un’area andrà demolita ma sulle parti meno compromesse sono previsti attenti lavori di restauro. La zona è molto vasta ed è in pieno centro storico. Impossibile lasciare le cose come stanno.

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Pubblicato il 10 aprile 2019
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