Operazione Piazza Pulita, Cozzi parla: “Volevamo fare il bene della città”

Il difensore, dopo aver protocollato le dimissioni del vicesindaco, ha chiesto la revoca della misura cautelare in carcere ma ha anche spiegato come si sono svolti i fatti: "Non si voleva favorire parenti o amici"

Generico 2018

Maurizio Cozzi, il vicesindaco di Legnano, arrestato giovedì scorso dalla Guardia di Finanza di Milano nell’ambito delle indagini della Procura di Busto Arsizio sui bandi truccati nel Comune di Legnano insieme al sindaco Gianbattista Fratus e all’assessore Chiara Lazzarini, è stato interrogato questa mattina dal giudice per le indagini preliminari Piera Bossi.

Operazione “Piazza Pulita”, arrestati sindaco e due assessori di Legnano

Il politico forzista, l’unico ad essere finito in carcere, ha risposte alle domande durante il suo interrogatorio di garanzia. Così racconta com’è andata il suo difensore Giacomo Cozzi: «Lui è molto più sollevato dopo aver parlato con la dottoressa Bossi e ha fatto chiarezza su alcuni passaggi. Ad esempio sulla nomina del direttore generale del Comune abbiamo spiegato al giudice che al primo bando si erano presentati tre candidati non inidonei, solo al secondo bando trovano Peruzzi che però è molto bravo e non a caso lo chiamano al Maggio Fiorentino. A quel punto in Comune si stava creando una situazione difficile con i vari settori che andavano ognuno per conto loro. A quel punto si era creata una situazione d’emergenza per la quale decidono di chiedere a Peruzzi se ha un nome da fare».

L’avvocato spiega che «per noi era importantissimo far capire ai magistrati il senso delle intercettazioni telefoniche, magari si parlava di una cosa di 10 giorni prima, quando le intercettazioni non erano ancora partite» ma anche che si tratta di «interventi ai limiti delle procedure per garantire le persone migliori e non per mettere amici e parenti sulle poltrone». La linea difensiva scelta dall’avvocato comincia a delinearsi e sembra puntare sull’assunto che «non può essere considerato un reato preselezionare un candidato per evitare di rimanere scoperti».

L’avvocato annuncia anche di aver protocollato le dimissioni di Cozzi da assessore e vicesindaco, contemporaneamente ha chiesto al gip la revoca della misura cautelare in carcere perchè non ci sono più gli estremi della reiterazione del reato o dell’inquinamento delle prove.

Anche il sindaco Gianbattista Fratus è stato sentito dal giudice e ha confermato, in sostanza, la versione fornita da Maurizio Cozzi. Chiara Lazzarini ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, per ora.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 20 maggio 2019
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