Il Cral deve lasciare il bar dell’ospedale ma a vincere la gara è una società di Filoni

Bufera nell'ospedale di Busto Arsizio attorno alla gestione del bar interno il cui appalto è stato vinto da un uomo di Caianiello. Da oggi i membri del Cral avrebbero dovuto lasciare l'area ma si sono opposti

ospedale busto arsizio

Da 27 anni il Cral dell’ospedale di Busto Arsizio gestisce il bar interno, un semplice punto di ristoro per gli utenti dell’ospedale e per chi ci lavora. A 3 anni dalla scadenza naturale della concessione firmata nel 1992, però, la direzione dell’Asst Valle Olona ha deciso di indire una gara per affidare la gestione del bar ad una società esterna e ha intimato al Cral di lasciare i due locali a partire da oggi.

La vicenda in sè sembra di poco conto ma ci sono diversi elementi che la rendono particolare. Il primo è il fatto che il Cral (Circolo ricreativo assistenziale lavoratori) non sembra aver mai avuto problemi di gestione e, anzi, grazie al bar ha potuto organizzare molte iniziative per i dipendenti dell’ospedale e anche per i più bisognosi.

Il secondo fatto curioso lo racconta bene Bruno Coltrario, consigliere del Cral e sindacalista Cgil: «Abbiamo presentato un ricorso al Consigli di Stato che dovrà risponderci il 13 giugno – spiega – ma non capiamo perchè si sia voluto accelerare i tempi e intimare lo sgombero dei locali entro oggi, lunedì. Noi da qui non intendiamo andarcene fino a quel giorno» – (cosa che non si è verificata perchè il bar è rimasto aperto anche oggi, ndr).

Coltrario spiega anche che «il bando di gara in questione, fortemente voluto dal direttore amministrativo Marco Passaretta, è stato vinto da una società cooperativa di Giuseppe Filoni, indagato nell’indagine Mensa dei Poveri. Da pare nostra abbiamo segnalato la cosa all’Anac e alla Procura della Repubblica di Busto Arsizio. Sicuramente sarà tutto regolare ma noi, dopo che il nome di Filoni è balzato alle cronache nell’ambito dell’indagine della Procura di Milano e della Dda di Milano, ci siamo sentiti in dovere di chiedere una verifica. Ciò che ci ha fatto alzare le antenne è il fatto che in una clausola di salvaguardia della gara emerge che il vincitore avrà il potere di controllare anche il bar del nuovo ospedale unico».

Ecco come lo descrive Danilo Rivolta, ex-sindaco di Lonate Pozzolo che ha patteggiato 4 anni per corruzione, nell’interrogatorio che ha dato il via all’indagine e reso al pm Luigi Furno:

 Attraverso degli appalti vinti ed assegnati a Filoni Giuseppe, che gestisce le cooperative di pulizie ed esercizi pubblici. Lui ottiene tutti gli appalti per il tramite di Caianiello. Credo che Caianiello compartecipi economicamente al profitto ma non so con quale modalità. Dico questo perché Filoni e’ un unomo di Caianiello al 100%. Anche quest’ultimo frequenta l’House Garden ed ho partecipato a degli incontri in cui quest’ultimo gli ricordava alcuni appalti che stavano per scadere, chiedendo a Caianiello di muoversi per farglielo assegnare.

Le affermazioni di Rivolta sono state in buona parte confermate dallo stesso Filoni nel corso dell’interrogatorio col pm: «Non potevo in alcun modo non seguirlo (Caianiello) nelle sue indicazioni perché sapevo che l’alternativa sarebbe stata quella di essere mandato a casa» – avrebbe dichiarato agli inquirenti.

Il direttore generale dell’Asst Valle Olona,Eugenio Porfido conferma la vicenda e sottolinea che domani, martedì, si valuterà la situazione e si manderà una lettera in cui si rinnoverà la richiesta di lasciare la struttura mentre sulla vicenda della gara si dice sereno: «La delibera riguarda chi mi ha proceduto ma da quello che ho potuto vedere la gara si è svolta regolarmente e non ho alcun elemento per poter dire diversamente. Non spetta a me fare indagini ma alla magistratura».

Per quanto riguarda Marco Passaretta si sa che è direttore amministrativo dal 2016 (sotto la direzione di Brazzoli) ed è stato riconfermato dal nuovo direttore Porfido. A luglio 2018 Passaretta ha ricevuto un avviso di garanzia nell’ambito di un’inchiesta sui bilanci del Policlinico San Matteo di Pavia dove ricopriva la carica di direttore amministrativo. Il suo coinvolgimento riguarderebbe alcuni contratti di ricerca che sarebbero stati assegnati in maniera irregolare. Per lui la Procura aveva poi chiesto l’archiviazione ma il giudice per l’udienza preliminare non l’ha accolta e quindi ora rischia il processo.

La replica di Giuseppe Filoni

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 03 giugno 2019
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