Torture nei garage, condannati i quattro minori

I fatti si riferiscono a quanto avvenuto alle Bustecche nel novembre scorso. Il difensore della famiglia elogia la rapidità della decisione

Generico 2018

 

Quattro anni e 1200 euro di multa per tre dei quattro ragazzini accusati nel novembre 2018 di aver torturato un coetaneo in un garage delle Bustecche, a Varese.

Gli altri reati contestati dalla procura dei minori di Milano sono rapina, violenza privata, sequestro di persona e lesioni.

E per il più giovane di appena 15 anni, il giudice ha stabilito una pena di 4 anni e sei mesi e 1500 euro di multa: è al Beccaria di Milano e lì continuerà a stare in attesa dell’appello che i difensori danno per scontato. Sempre il più giovane dei quattro è stato inoltre assolto dal reato di detenzione ai fini di spaccio di droga: per sapere la motivazione della decisione si dovrà attendere i 60 giorni per il deposito.

I FATTI

Quindicenne seviziato per ore da un gruppo di coetanei

Il primo atto, almeno sotto il profilo processuale, di quella vicenda che lasciò di stucco una Varese che stava preparandosi ad affrontare l’inverno e trovatasi catapultata sulle prime pagine dei quotidiani nazionali e nei titoli dei tg ha avuto dunque un rapido epilogo.

Le richieste delle difese di una messa alla prova non sono dunque state concesse e per il momento, per i tre dei ragazzini con la posizione meno grave, la misura cautelare continuerà col regime di “permanenza in comunità”. Una misura che forse i giudici hanno voluto che continuasse per investire sulle rigide regole imposte da questi luoghi che, pur non essendo in regime di detenzione come nel caso del carcere minorile, impongono regole ferree agli ospiti, regole che per un soggetto con una personalità ancora in divenire saranno forse utili per ricostruirsi la vita.

Sereni” si dicono i famigliari della vittima, tramite il legale Augusto Basilico: «Una vicenda conclusa con una meritata condanna, peraltro in tempi veramente rapidi per gli standard del nostro Paese. Una dimostrazione di grande attenzione da parte della magistratura».

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Pubblicato il 03 luglio 2019
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