Whirlpool riaccende le speranze di Napoli

Per la prima volta la multinazionale americana ha preso in considerazione la possibilità di continuare a produrre nel sito partenopeo. Il Governo ha garantito 20 milioni di euro per gli ammortizzatori sociali

Trattativa Whirlpool Mise

Nell’incontro che si è tenuto mercoledì 24 luglio al Mise di Roma tra la direzione di Whirlpool e i sindacati di categoria, Fim, Fiom e Uilm, alla presenza del ministro Di Maio, per discutere della questione relativa alla chiusura dello stabilimento di Napoli, c’è stata per la prima volta dall’inizio della trattativa un’apertura da parte della multinazionale americana.

L’azienda si è resa infatti disponibile a costruire, tenendo conto delle compatibilità economiche ed industriali, una ipotesi che realizzi la continuità produttiva nello stabilimento di Napoli. Un’apertura inaspettata perché da quando è iniziata la trattativa l’azienda non aveva mai accettato di prendere in considerazione l’ipotesi di far continuare la produzione di lavatrici nel sito partenopeo.

Le ipotesi prese in considerazione da Whirlpool per mantenere la produzione a Napoli sono due. La prima è di fatto un reshoring di produzioni dall’estero e anche da altri siti italiani sul sito partenopeo, cambiando però la missione produttiva del sito. Questa soluzione aprirebbe problemi di natura occupazionale da gestire sugli altri siti. In alternativa, la proposta è quella di continuare a investire sulla mission produttiva del sito puntando sulle lavatrici d’alta gamma, anche in partnership con altri produttori di lavaggio, ammesso che ci sia una disponibilità in tal senso.

Trattativa Whirlpool Mise

Una cosa è certa: lo stabilimento di Napoli dovrà invertire una tendenza sostanzialmente negativa. I suoi volumi produttivi negli ultimi 10 anni erano scesi del 65% e gli occupati erano passati da 604 a 412 , mentre negli ultimi 5 anni ha perso 20 milioni di euro di profitti a fronte di investimenti per 100 milioni di euro negli ultimi dieci anni.

Il Governo ha garantito che farà la sua parte con un sostegno di quasi 20 milioni di euro, prevedendo l’azzeramento dei contributi che l’azienda paga per ogni lavoratore posto in Cds.

A questo punto le parti hanno già deciso di mettere in calendario una serie di incontri tecnici per approfondire meglio le proposte che possono essere la base per aprire una vera trattativa che porti poi ad un accordo. Il prossimo incontro per valutare le ipotesi aziendali è previsto per settimana prossima.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 luglio 2019
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