Conceria Fraschini: «Occorre rivalersi sui soggetti inadempienti»

Il risultato dell’ultima riunione al Pirellone fra Regione e amministrazioni interessate

Cinquestelle ed Ex Conceria Fraschini

Per gli interventi di bonifica alla Conceria Fraschini occorrono oltre 700 mila euro, ma se il Comune non può spendere quei soldi, allora è opportuno rivalersi sui soggetti obbligati inadempienti.

Lo dice Regione Lombardia nell’ultimo incontro fra le parti per dare soluzione all’annosa questione della Conceria Fraschini.

Si tratta dell’ultimo atto di una vicenda che si trascina da decenni: per gli occhi dei turisti che impegnano il fondovalle un’area industriale dismessa. Per gli amministratori una porzione di territorio da bonificare, peraltro non immune da procedimenti penali e successive analisi del suolo.

L’ultima notizia risale allo scorso 26 luglio quando a Milano si è tenuto un incontro fra le parti interessate, vale a dire Regione Lombardia e amministrazioni. Su impulso del sindaco Gianpietro Ballardin, sindaco di Brenta, ecco il punto della situazione.

La premessa contenuta nei verbali parte dal 2016 quando vennero finanziate da Regione Lombardia le attività di caratterizzazione dell’area che peraltro è ubicata nei territori dei comuni di Brenta e Cittiglio. Il Piano di Caratterizzazione è poi stato approvato sempre nel 2016 e le attività sono state realizzate nel 2017.

Le indagini di caratterizzazione hanno evidenziato che «le acque sotterranee risultano conformi ai limiti normativi. La presenza di rifiuti e di aree non in sicurezza nella porzione di Brenta hanno reso impossibile il completamento degli interventi. Considerato che i rifiuti rinvenuti sono stati individuati come potenzialmente impattanti le matrici ambientali, nel corso del 2018 è stato richiesto al Comune di Brenta di conoscere le modalità di gestione dei rifiuti medesimi».

Arriviamo al gennaio 2019 quando quando il Comune di Brenta ha presenta a Regione istanza di finanziamento per la rimozione dei rifiuti fuori terra e interrati presenti nell’area, individuati come potenziali sorgenti primarie di contaminazione, per un importo pari a euro 700.000,00 (IVA inclusa). Inoltre è stata richiesta la progettazione ed esecuzione degli interventi integrativi di caratterizzazione della porzione dell’area di stabilimento dell’ex Conceria Fraschini, per un importo pari a euro 60.000,00 (IVA inclusa), importi che spetterà alla Regione erogare anche se «sono in corso le istruttorie regionali relative alle istanze comunali pervenute sulla base delle priorità del Programma Regionale di bonifica del 2014».

L’amministrazione comunale ha dal canto suo anticipato la previsione di un cronoprogramma: progettazione esecutiva del Piano di smaltimento rifiuti, comprensivo del piano di smaltimento del materiale contente amianto nei primi mesi del 2020; predisposizione e aggiudicazione gara per le operazioni di smaltimento entro settembre 2020; esecuzione degli interventi di rimozione rifiuti per fine 2020; presentazione del piano integrativo di caratterizzazione, approvazione in CdS regionale e realizzazione entro settembre 2021.

I rappresentanti comunali, come in più occasioni evidenziato, hanno ribadito la difficoltà di accedere alle aree per l’esecuzione delle attività in quanto, dopo la rinuncia del Curatore alla procedura di Fallimento, non è noto il soggetto a cui è stata data la titolarità dell’area.

L’Ufficio regionale ha dunque preso atto di quanto comunicato dal Comune di Brenta in merito alle difficoltà di accesso alle aree e comunica che procederà a valutare presso i referenti dell’ufficio giuridico di Regione le azioni da attuare in caso di mancata individuazione del soggetto cui è stata data in custodia l’area ex-Conceria Fraschini.

Nel frattempo Regione ha chiesto al Comune di procedere con istanza da inoltrare al Giudice Fallimentare per avere l’indicazione del soggetto delegato.

L’Ufficio regionale ha ricordato al Comune che tutti gli interventi per la messa insicurezza, la caratterizzazione e le eventuali ulteriori fasi del procedimento di bonifica devono essere realizzati in sostituzione e in danno ai soggetti obbligati inadempienti, con l’attivazione di azioni di rivalsa per il recupero delle risorse pubbliche.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 agosto 2019
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